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Il Coronavirus e la malattia di Kawasaki: “A Bergamo mai così tanti bambini con questa sindrome, il virus potrebbe essere il fattore scatenante”
Il Regno Unito è stato tra i primi Paesi a lanciare l'allarme, in Italia la situazione più critica è a Bergamo: "Mai così tanti, peraltro tutti complicati”
Un piccolo ma crescente numero di bambini si sta ammalando di una rara sindrome che potrebbe essere collegata al coronavirus. Casi di questo tipo stanno emergendo nel Regno Unito, tra i primi Paesi a lanciare l’allarme, ma anche in Italia, Spagna, Svizzera e Francia. La malattia di Kawasaki è una rara malattia pediatrica che provoca un’infiammazione acuta dei vasi di piccolo e medio calibro di tutti i distretti dell’organismo.
“Negli ultimi cinque anni, in media, ho affrontato 4 casi all’anno di bambini con malattia di Kawasaki, quest’anno siamo già a 16. E sa quanti ne sono arrivati solo da domenica ad oggi? Ben 4. Com’è possibile? Mai così tanti, peraltro tutti “complicati” e tutti con sierologia positiva al Covid-19. Sia chiaro, noi non abbiamo ancora la conferma ufficiale che la malattia sia legata al Coronavirus ma se 1+1 fa 2, faccia lei…”, ha dichiarato in un’intervista al giornale Open, Lucio Verdoni, reumatologo pediatra dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. “Da queste evidenze i pediatri del Papa Giovanni, D’Antiga, Verdoni e l’allergologo Angelo Mazza hanno trovato delle chiare prove che confermano che, per la casistica degli ultimi due mesi, il responsabile è questo nuovo Coronavirus”, spiegano dall’ospedale bergamasco.
“Spero che questi casi si fermino qui e che non ce ne siano ancora altri. Prima, infatti, aiutavo gli “adulti” positivi al Covid-19, adesso stanno arrivando i bambini che, fortunatamente, dopo il trattamento si riprendono”, aggiunge Verdoni. L’incidenza della sindrome infiammatoria, nell’ultimo mese, è stata di “30 volte superiore al passato” ma solo una piccola minoranza di bambini infettati dal nuovo coronavirus “sviluppa la malattia di Kawasaki, sicuramente meno dell’1%”. “Abbiamo osservato che il Coronavirus potrebbe essere il fattore scatenante della malattia”, aggiunge.
La Federazione italiana dei medici pediatri mostra una certa prudenza, spiegando: “In Italia abbiamo avuto due decessi in età pediatrica legati al Covid-19 che hanno colpito bambini già compromessi. È noto, inoltre, che il Coronavirus nei bambini ha un andamento generalmente benigno. Talvolta può avere, come nell’adulto, un andamento in due fasi: la prima, quella legata al virus, di breve durata e normalmente benigna; la seconda, legata ad alterazioni immunologiche, che si manifesta in modo vario e a distanza di tempo variabile e va dalla grave tempesta citochinica – causa dello stato infiammatorio generalizzato – a una serie di altre problematiche che possano dar luogo a vasculiti (responsabili delle lesioni delle mani e dei piedi), fino a vere alterazioni della coagulazione che possono dar luogo alla formazione di trombi a livello polmonare fino alla gravissima coagulazione disseminata intravascolare”. La seconda fase si potrebbe anche “manifestare a distanza di tempo e spiegare così il perché dei tamponi negativi: cogliamo l’occasione della segnalazione dei colleghi inglesi per farci trovare pronti a interpretare segnali premonitori e quindi segnalare l’insorgenza di casi anche qui in Italia”.
Domenica 26 aprile, infatti, la Paediatric Intensive Care Society (PICS) del Regno Unito ha twittato una “allerta urgente” del National Health Service (NHS) England su un piccolo aumento nel numero di casi di bambini in condizioni critiche che presentano “sovrapposizioni di sindrome da shock tossico e malattia di Kawasaki atipica”, con alcuni bambini risultati positivi al coronavirus. L’allerta urgente inviata ai medici di famiglia britannici avvisava che nel corso delle ultime 3 settimane, “a Londra e in altre aree del Regno Unito, c’è stato un chiaro aumento nel numero di bambini di tutte le età che presentano uno stato infiammatorio multisistemico che richiede la terapia intensiva. C’è la crescente preoccupazione che tra i bambini del Regno Unito stia emergendo una sindrome infiammatoria legata al Covid-19 o che possa esserci un altro patogeno infettivo, non ancora identificato, associato a questi casi”.
In una dichiarazione inviata ai professionisti medici che si occupano dei bambini in gravi condizioni, la PICS ha affermato: “I casi hanno in comune sovrapposizioni di sindrome da shock tossico e malattia di Kawasaki atipica con i parametri del sangue compatibili con Covid-19 grave nei bambini. Dolore addominale e sintomi gastrointestinali sono stati una caratteristica comune, così come l’infiammazione cardiaca”. Il gruppo ha dichiarato che anche se ci sono stati “pochissimi casi” di bambini in gravi condizioni con il Covid-19 ricoverati nelle unità di terapia intensiva del Regno Unito e del mondo, erano a conoscenza di un “piccolo numero di bambini a livello nazionale” che rientra nel quadro clinico descritto nell’allerta dell’NHS.
Ci sono ancora molte cose da comprendere quando si tratta di Covid-19, ma il numero di casi tra i bambini rimane contenuto. Sebbene alcuni bambini e neonati si ammalino di Covid-19, gli adulti rappresentano la maggior parte dei casi conosciuti. I professionisti medici rassicurano i genitori che il rischio che i bambini si ammalino gravemente a causa del virus è basso. “Fortunatamente le malattie come la Kawasaki sono molto rare, come attualmente sono le gravi complicazioni nei bambini legate al Covid-19, ma è importante che i dottori siano consapevoli di qualsiasi potenziale collegamento emergente in modo da poter dare velocemente ai bambini la cura giusta”, ha affermato il Prof. Simon Kenny, direttore clinico nazionale di pediatrica dell’NHS.
Il Prof. Russell Viner, presidente del Royal College of Paediatrics and Child Health, ha dichiarato che sebbene un piccolo numero di bambini possa ammalarsi gravemente di Covid-19, è “molto raro”, con le evidenze che mostrano che i bambini sembrano essere i meno colpiti.
La Dott.ssa Tina Tan, professoressa di pediatria e malattie infettive alla Feinberg School of Medicine della Northwestern University, ha dichiarato: “Qui negli Stati Uniti, credo che stiamo appena iniziando a vedere tutto questo. Qui al Lurie Children’s Hospital di Chicago, stiamo appena iniziando a vedere un aumento nel numero di adolescenti più grandi che vengono ricoverati con Covid-19 abbastanza grave che richiede cure. Qui a Chicago, alcuni bambini hanno alcune delle condizioni che predispongono a contrarre un Covid-19 più grave, come obesità e ipertensione”.