“Sui test sierologici si sta sviluppando un business che non credo sfugga a nessuno; per questo chiedo chiarezza. Non ho mai chiesto alla comunità scientifica chiarezza sul coronavirus, ci mancherebbe, sono stato un ricercatore e so benissimo che la scienza non ha dogmi né certezze, ma non si può girare la testa dall’altra parte. Dobbiamo tassativamente vietare qualsiasi forma di business sulla pelle degli italiani. I test, come ha scritto il ministro Speranza nella sua circolare, servono esclusivamente ai fini della ricerca epidemiologica ma se finiscono sul mercato e la gente si illude di poter sapere se è positiva o negativa, quando invece non lo è, si fanno solo disastri. E se ci si ritrova con decine di test diversi in circolazione, in Regioni diverse e certificati da gruppi scientifici differenti sui territori ritengo che sia sbagliato e lo ribadisco. Tutto qui. Se ci sono test non certi che finiscono sul mercato per ragioni di business e non di salute io ho il dovere di pretendere chiarezza scientifica e gli scienziati hanno il dovere di dire ad altri scienziati che sbagliano nel girare la testa dall’altra parte. Per questo serve o un sì o un no. O si è negativi o non si è negativi. Un negativo al 90% per me non è negativo. Quando l’organizzazione mondiale della sanità e l’Istituto superiore ci diranno che i test sono validi, allora potremo dire che ha senso farli anche non per la ricerca epidemiologica“: lo ha dichiarato il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, ospite a Coffee Break, su La7.
Coronavirus, Ministro Boccia: “Chiedo chiarezza sui test sierologici”
Coronavirus, Ministro Boccia: "Dobbiamo tassativamente vietare qualsiasi forma di business sulla pelle degli italiani"


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