“Siamo alla 15ª settimana di battaglia globale contro il Coronavirus. Il primo caso nella regione europea è stato registrato il 24 gennaio. Ad oggi l’Europa resta al centro della pandemia e abbiamo sia ragioni per essere ottimisti sia motivi per essere preoccupati“, ha affermato il direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’Europa Hans Kluge. “I casi confermati aumentano nell’intera regione e il numero di contagi confermati è pari a 687.236 e 52.824 morti. Questi dati riguardando 53 Paesi e sette territori“. “Alcuni Paesi con trasmissione locale stanno iniziando a mostrare segni di un declino della percentuale di aumento dei nuovi casi“, mentre altri Paesi, invece, “attendono un aumento rapido dei contagi o una nuova fiammata“. Per quanto riguarda il primo trend, “la Spagna adesso ha più casi dell’Italia” ma “dopo “15-20 giorni dalle misure restrittive, l’aumento dei contagi ha rallentato, come la curva dei decessi“.
“I casi a livello mondiale per la metà sono stati registrati in Europa. Dopo gli Stati Uniti cinque degli altri sette Paesi più colpiti sono nel continente europeo. Sono la Spagna, l’Italia, la Germania, la Francia e dopo Cina e Iran, il Regno Unito, la Turchia e la Svizzera“. “Abbiamo registrato un incremento inaspettato o più alto dell’atteso concentrato nella popolazione sopra i 65 anni, è un segnale dell’epidemia in Europa dalla metà di marzo“.
Coronavirus, OMS: l’Europa resta al centro della pandemia, “sia ottimisti che preoccupati”
Coronavirus, OMS: "Ad oggi l'Europa resta al centro della pandemia e abbiamo sia ragioni per essere ottimisti sia motivi per essere preoccupati"


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