Coronavirus, la pneumologa Loreta Di Michele: “E’ stato capito qual è l’arma che indebolisce l’infezione”

"Il coronavirus colpisce tutti: giovani e anziani, e può essere letale soprattutto per chi ha altre patologie che, a causa dell'infezione, vengono scompensate"

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Non sarà possibile tornare subito alla vita di prima nella fase 2, la lotta al coronavirus non è affatto finita. Abbiamo più conoscenze ed è stato capito quale sia l’arma che indebolisce l’infezione: l’isolamento sociale“: lo ha dichiarato, in un’intervista all‘AGI la pneumologa Loreta Di Michele, affidata al reparto Covid-19 dell’ospedale San Camillo di Roma. “Confermo che c’è un alleggerimento nelle strutture ospedaliere e il fatto che ci siano meno ricoveri e persone in terapia intensiva ci dice che le persone vanno seguite a casa e per questo fondamentali saranno i medici di famiglia e del territorio che dovranno essere messi nelle condizioni migliori per lavorare“.
E’ un momento importante per far decollare la telemedicina, il controllo a distanza. Individuare subito i campanelli d’allarme più importanti, che sono tre principalmente: saturazione di ossigeno, frequenza respiratoria e presenza di febbre. Molti pazienti non hanno l’affanno pur avendo polmoniti devastanti, questo accade perché l’infezione polmonare è di tipo interstiziale“.
Il coronavirus colpisce tutti: giovani e anziani, e può essere letale soprattutto per chi ha altre patologie che, a causa dell’infezione, vengono scompensate“.
Prima che arrivino farmaci specifici e vaccino, oltre all’isolamento sociale, “ad oggi l’unica certezza viene dai tamponi, anche se alle volte a complicare il tutto ci sono anche i falsi negativi. Il vero tampone è quello naso-faringeo, perché quello alle sole cavità nasali non sono sempre risolutivi.