“Non c’è fase due se non si chiarisce il tema della scuola“. Lo scrive Matteo Renzi nella enews. “I professori fanno i miracoli ma la didattica a distanza non è la stessa cosa delle lezioni in classe. E dei rapporti tra studenti, delle esperienze che una comunità educativa può fare“. “Ho chiesto di riaprire le scuole a maggio, cominciando da chi deve fare la maturità. Apriti cielo. ‘Ma Renzi è impazzito?’ Adesso scopriamo che i grandi Paesi europei si dividono tra chi riapre le scuole ad aprile e chi le riapre a maggio. Noi sembriamo quelli più in ritardo. Se davvero il Governo ha deciso di ricominciare a settembre, noi accettiamo la decisione. Ma chiediamo con forza: che nel frattempo si facciano i lavori dentro le scuole” e “che almeno i ragazzi che devono fare la Maturità la facciano a scuola“. “Rifiuto la logica del sei politico, il messaggio diseducativo che porta i ragazzi ad accontentarsi. Sono grato ai professori per il lavoro che stanno svolgendo ma loro sono i primi a sapere che non basta. Mentre scrivo questa E-News sono circondato dagli altri 4 membri della famiglia (moglie e tre figli) connessi alla rete per la didattica a distanza. Gli sforzi che professori e studenti stanno facendo sono magnifici. Ma se la scuola non riparte, il Paese è fermo. E noi – che abbiamo chiuso le scuole prima degli impianti di risalita sulle piste da sci – abbiamo il dovere di avere un progetto di riapertura serio e credibile. Sbaglio?“.
“Adesso la priorita’ e’ ripartire, ripartire, ripartire. Sto dicendo da giorni che ogni settimana che perdiamo costa 10 miliardi di al Paese. Dobbiamo riaprire: riaprire con intelligenza, riaprire con le mascherine, riaprire facendo i test ai lavoratori. Siamo fermi da troppo tempo e gli altri paesi europei sono stati piu’ flessibili di noi sulla produzione industriale. E allora se non riapriamo subito, interi settori dell’economia saranno distrutti dalla concorrenza degli altri Paesi, anche nostri vicini. E avremo migliaia di famiglie disperate per la perdita dei posti di lavoro. La pandemia rischia di trasformarsi in carestia: noi lo stiamo dicendo da settimane. Sento che finalmente il clima sta cambiando” ha aggiunto Renzi nella sua enews. “Non mi interessa che ci diano ragione – aggiunge il leader di Italia viva -, mi basta che ci diano ascolto. Se non ci sbrighiamo, la conferenza stampa quotidiana delle 18 con il numero dei contagiati sara’ sostituita da una conferenza stampa quotidiana con il numero dei fallimenti. E non c’e’ niente su cui scherzare. Da senatore del collegio sono molto contento che oggi, ad esempio, riparta la produzione di Gucci a Scandicci. Ma tutto il sistema moda ha bisogno di un aiuto enorme. Ne ho parlato in questi giorni con gli amici di Prato, ne ho parlato con il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, con il quale ho spesso discusso in passato ma che in questa fase sostengo con tutte le mie forze – come sostengo tutti i livelli istituzionali – perché questo è il momento di ripartire. Ripartire con il lavoro, non con i sussidi, non con l’assistenzialismo”.
“Sono molto ottimista. Il progetto del Recovery Fund lanciato da Emmanuel Macron – che l’Italia giustamente condivide e bene fa il Presidente Giuseppe Conte a sposare questa proposta – passera’ giovedi’. E dunque l’Europa mettera’ a disposizione di tutti i Paesi un altro strumento importante. Senza la BCE, l’Italia sarebbe fallita. Il patto di stabilita’ non c’e’ piu’. Il progetto SURE sulla disoccupazione e’ un grande passo in avanti. Il Recovery Fund da mille miliardi aiutera’ il nostro Paese. E ovviamente il MES senza condizionalita’ ci permettera’ di avere 37 miliardi da spendere sulla sanita‘” ha detto ancora Renzi. “E’ chiaro che i Cinque Stelle sono divisi e devono fare la voce grossa. Ma il finale di questa storia e’ gia’ scritto. Ed e’ un finale positivo. Viva l’Europa che aiuta l’Italia, viva l’Italia che crede nell’Europa“, conclude il leader di Italia viva.
“Dovremo fare chiarezza su cio’ che non ha funzionato nella drammatica ecatombe legata al Coronavirus. E lo faremo innanzitutto nella sede della democrazia, che e’ il Parlamento. La commissione di inchiesta, su cui qualcuno – nelle settimane scorse – faceva sorrisini ironici, e’ un dovere etico prima ancora che politico. Ci sono oltre ventimila morti: davvero c’e’ chi pensa di fare finta di nulla?“, conclude Renzi.


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