Coronavirus, Rezza: l’isolamento a casa “comporta il rischio della trasmissione familiare, in Cina il problema è stato affrontato diversamente”

Coronavirus: il possibile contagio associato all'isolamento domiciliare "potrebbe essere un problema soprattutto" nelle case in cui ad esempio "c'è un bagno in comune"

Chiaramente l’isolamento domiciliare comporta un rischio maggiore di trasmissione intra-familiare“, soprattutto “se non ci sono le condizioni adatte e se non si rispettano le regole. Magari l’Asl fa il controllo ogni giorno, ma bisogna essere molto disciplinati e accurati nelle rigorose regole che comporta l’isolamento domiciliare“: lo ha affermato Gianni Rezza, direttore Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, durante una conferenza stampa sull’emergenza Coronavirus. Il possibile contagio associato all’isolamento domiciliare “potrebbe essere un problema soprattutto” nelle case in cui ad esempio “c’è un bagno in comune, o non c’è una sufficiente metratura. In questi casi si possono proporre soluzioni alternative” che tuttavia, “se i casi sono tanti, è difficile trovare“. “L’isolamento domiciliare è un tema che non tocca solo l’Italia, ma è proprio delle democrazie occidentali in generale. In Cina è stato affrontato chiaramente in modo diverso“: “Sia le persone malate che i contatti che dovevano stare in quarantena magari sono stati portati in strutture apposite, con le buone o le cattive maniere. E’ il bello e il brutto di democrazie e regimi. Credo che in Italia, come in altre democrazie occidentali, ciò non sia molto possibile e ci si basa soprattutto sull’isolamento domiciliare“.