Coronavirus, rischio “fuga al Sud” nella Fase 2: “Chi torna dovrà restare in quarantena”

Coronavirus: con la fase 2 si profila il rischio di un nuovo esodo da Nord a Sud, come successo in occasione dell’annuncio della zona rossa in Lombardia

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Con la Fase 2 dell’emergenza coronavirus che scatta ufficialmente il 4 maggio, si profila il rischio di un nuovo esodo da Nord a Sud, come successo in occasione dell’annuncio della zona rossa in Lombardia. Da lunedì prossimo, infatti, sarà consentito spostarsi tra Regioni in virtù di comprovate esigenze lavorative, di salute o per tornare al proprio domicilio.
Proprio per quest’ultimo motivo, treni, autobus e i pochi aerei nella tratta Milano-Napoli sono stati già presi d’assalto: detto ciò, le regioni del Sud sono pronte ad affrontare i nuovi arrivi.

Milano, si sa, è la seconda città della Puglia dopo Bari. Per questo chiediamo ai nostri fratelli di usare la testa e il cuore prima di muoversi. Deve essere davvero indispensabile“: lo ha dichiarato a Repubblica Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia. “Chi torna, dovrà restare a casa, a giusta distanza dai familiari, per 14 giorni. È una misura di prevenzione che abbiamo introdotto per la prima volta in Puglia con un’ordinanza che ha fatto scuola, emanata l’8 marzo alle 2.31 di notte, per contenere i rischi dell’improvviso esodo dal nord di migliaia di persone. Un’ordinanza che ha salvato il sud“.

Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha emanato l’ordinanza n. 20 del 29 aprile 2020, contenente ulteriori misure di contrasto e prevenzione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. “Ferme restando le misure statali e regionali già vigenti di contenimento del rischio sanitario” l’ordinanza obbliga chi arriva in Basilicata da altre regioni, anche se asintomatico, “a comunicare la propria presenza al proprio medico di base, al pediatra o al numero verde istituito dalla Regione 800996688“. Oltre all’obbligo della comunicazione c’è anche quello di mettersi in isolamento fiduciario presso la propria abitazione o in un altro luogo indicato come domicilio per quattordici giorni. In questo periodo sono vietati i contatti sociali, spostamenti o viaggi. Chi proviene da fuori regione, inoltre, è sottoposto a tampone. La permanenza domiciliare termina con l’acquisizione del risultato negativo del tampone, mentre la persona risultata positiva sarà presa in carico dalle unità sanitarie speciali Covid-19 e sarà in permanenza domiciliare. Queste disposizioni non si applicano “in ragione di comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute, nonché ai soggetti che facciano ingresso in Basilicata in ragione di spostamenti funzionali allo svolgimento delle attività inerenti gli Organi Costituzionali, di funzioni pubbliche anche di natura elettiva, comprese quelle inerenti gli incarichi istituzionali“. L’ordinanza è pubblicata sull’edizione speciale del Bur n. 41 e sul sito istituzionale della Regione Basilicata.

Per ora manteniamo le stesse regole di accesso in Sicilia, ma con una maggiore mobilità nella Regione,” ha spiegato l’assessore regionale alla Salute della Sicilia Ruggero Razza a Buongiorno Regione sulla Rai, parlando della fase 2. “La Regione ha adottato una politica di contenimento imponendo un periodo di isolamento domiciliare e chiedendo l’esito del tampone. Dobbiamo gradualmente riaprire le attività economiche. Abbiamo avuto un indice R con 0 più basso d’Italia, questo vuol dire che dobbiamo affrontare una prima fase con il mantenere le stesse regole di accesso alla regione ma con una maggiore mobilità nella regione“. “Dopo il 18 maggio il Governatore Musumeci valuterà per un verso l’evoluzione del contagio ad attività economiche riaperte e quindi potremo gradualmente a tornare alla normalità“.