Secondo i membri del comitato dell’Accademia Nazionale delle Scienze hanno inviato una lettera alla Casa Bianca esprimendo dubbi sul fatto che il caldo possa avere un qualche effetto sulla diffusione del Coronavirus.
Il presidente Donald Trump aveva affermato nei giorni scorsi che “quando il clima diventerà un po’ più caldo, il virus scomparirà miracolosamente“.
“Esistono alcune prove che suggeriscono che il coronavirus si possa trasmettere in modo meno efficiente in ambienti con temperatura e umidità più elevate, tuttavia, data la mancanza di immunità dell’ospite, questa condizione non porterebbe a una riduzione significativa della diffusione della malattia senza la concomitante adozione di importanti interventi di sanità pubblica“, si legge nella lettera degli scienziati.
Una recente ricerca sull’epidemia in Cina ha rilevato che anche in condizioni di temperatura e umidità massime, il virus si è diffuso “esponenzialmente“, con ogni persona infetta che lo ha diffuso in media a quasi altre due persone.
Sebbene alcuni studi di laboratorio abbiano dimostrato una trasmissione ridotta del virus in condizioni climatiche più calde e più umide, è innegabile che il virus si stia diffondendo anche in Paesi con clima caldo. “Dato che i paesi attualmente in climi estivi, come l’Australia e l’Iran, stanno vivendo una rapida diffusione del virus, non si dovrebbe ipotizzare una riduzione dei casi con aumenti dell’umidità e della temperatura altrove“.
