Coronavirus, il Veneto passa al lockdown “soft”: sì all’attività motoria e alle grigliate all’aperto del 25 aprile e 1° maggio

Coronavirus, Zaia: "Abbiamo scritto quest'ordinanza pensando a un lockdown ridotto, un lockdown 'soft' che pero' deve mettere in sicurezza anche chi ha spostamenti importanti"

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Domattina sappiamo che troveremo piu’ auto in autostrada e piu’ persone che vanno al lavoro, per cui abbiamo scritto quest’ordinanza pensando a un lockdown ridotto, un lockdown ‘soft’ che pero’ deve mettere in sicurezza anche chi ha spostamenti importanti“: lo ha affermato in conferenza stampa il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, annunciando una nuova ordinanza in vigore dalla mezzanotte di oggi e fino al 3 maggio.
Prevista la “chiusura degli esercizi commerciali come i supermarket la domenica e i festivi, confermata l’attivita’ dei mercati a cielo aperto non piu’ solo alimentare ma anche abbigliamento bimbi con la conferma della perimetrazione e dei varchi vigilati in accesso e uscita con ingressi contingentati con mascherina e guanti“.
Negli spostamenti all’esterno da casa bisogna utilizzare mascherine e ogni altro dispositivo idoneo alla protezione, le uscite di casa devono essere esclusivamente individuali salvo esigenze di necessita’ e di tutela della salute, come accompagnamento di disabili o minori di 14 anni. È vietata l’uscita di casa con temperatura superiore ai 37,5 gradi“.
Il 25 aprile e l’1 maggio il picnic, la grigliata o il barbecue all’aperto e’ autorizzato ma solo nella proprieta’ privata e limitatamente al nucleo familiare residente“.
L’attivita’ motoria e’ individuale e deve svolgersi in prossimita’ della propria abitazione nel rispetto della distanza di almeno 2 metri dalle altre persone. Ho tolto il limite di 200 metri e questo e’ un atto di grande fiducia, ma utilizziamo il buonsenso: non 4 o 5 chilometri, bisogna rimanere in prossimita’ di casa“.
Abbiamo cercato di fare una cosa equilibrata e rispettosa con il primo obiettivo della salute dei cittadini, l’emergenza non e’ finita, quest’ordinanza seppure concessoria su alcune liberta’ dei cittadini non deve essere vissuta come fine dell’emergenza. Abbiamo 245 persone in terapia intensiva e 1.427 in ospedale, se non scendono o peggio si alzano bisogna andar giu’ pesanti un’altra volta – conclude Zaia – la prima cura al coronavirus siamo noi, i nostri comportamenti irresponsabili aumentano la diffusione del virus“.