In Italia, le persone affette da una patologia reumatica sono circa 5 milioni. Nella provincia di Reggio Calabria, e in cura presso l’UOSD di Reumatologia del GOM, si registrano circa 4mila casi.
Sin dall’inizio della pandemia sono state prese e assunte tutte le misure a tutela dei pazienti reumatici, perché non mancasse loro alcun tipo di assistenza da parte di medici e infermieri, riporta un comunicato stampa del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria.

Il dott. Maurizio Caminiti (responsabile dell’UO di Reumatologia del GOM) chiarisce inoltre che “stiamo inoltre lavorando ad un progetto, in collaborazione con altri centri Reumatologici italiani. Si tratta di uno studio epidemiologico, per monitorare accuratamente i pazienti, e capire se e quanti pazienti reumatologici sono stati contagiati: indagare se il mancato sviluppo nelle forme più gravi del Covid sia stato dovuto proprio alla loro immunocompromissione. In riferimento ai farmaci che i nostri pazienti assumono, in particolare, il Tocilizumab, che noi reumatologi conosciamo bene da anni, ed è diventato uno dei farmaci fondamentali nel trattamento del Covid 19, in alcuni centri italiani la conoscenza in merito al farmaco da parte dei reumatologi è stata messa a servizio degli altri colleghi, lavorando in team multidisciplinare. A tal proposito, per garantire l’utilizzo del farmaco nei pazienti con Coronavirus, abbiamo sostituito la terapia infusionale con quella sottocutenea. Lo ha precisato il presidente della Società Italiana di Reumatologia dott. Luigi Sinigallia in qualche intervista, e io riporto le sue parole: ‘La SIR (Società Italiana Reumatologi) e tutta la reumatologia italiana sono in prima linea per arginare questa terribile pandemia. Il nostro auspicio è di riuscire a breve a produrre evidenze scientifiche rilevanti da mettere poi a disposizione dell’intera comunità scientifica’. L’idrossiclorochina – prosegue Caminiti- , altro farmaco utilizzato dai pazienti con lupus eritematoso sistemico, connettiviti, Sindrome di Sjögren, trova l’impiego anche nel Covid 19; pertanto abbiamo ricevuto segnalazioni di mancato reperimento. A questo proposito coloro che utilizzano il Plaquenil ( idrossiclorochina) possono contattare il numero 800 53 63 89 per avere informazioni sulla disponibilità. È importante trasmettere il messaggio che, adottando tutte le misure di sicurezza per ridurre il rischio di contagio, non perdiamo di vista i nostri pazienti che hanno una patologia sistemica, cronica, complessa, e che la terapia con farmaci importanti e ‘salvavita’ non può essere interrotta proprio per la possibilità di riacutizzazione. Ci auguriamo di poter controllare, al più presto, i nostri pazienti in reparto.”
