Tre-quattro notti di anticicloniche protratto, dopo una incursione di aria fredda, contribuiscono a tenere freddi i bassi strati, per una pressione esercitata dall’alto, quindi poco movimento ascendente e aria fredda schiacciata verso il basso. Nell’immediato, l’inversione termica, quindi con più freddo nei bassi strati, meno freddo negli strati medi, sia ha con maggiore evidenza sulla terraferma, dato l’irraggiamento notturno e quindi una maggiore e subitanea perdita di calore da parte del terreno. Questo raffreddamento dei bassi strati, tuttavia, si fa sentire anche sulla superficie marina che, però, non si raffredda immediatamente ma, per via della latenza termica tipica dell’acqua, si raffredda con gradualità e in fasi successive, magari quando il potenziale freddo sulla terraferma vieni quasi completamente smaltito.
Quindi se insistono notti anticicloniche, dopo 3-4 giorni in cui vi è stata incursione fredda, a raffreddarsi di più è la superficie marina che, con maggiore lentezza ( latenza termica) varierà lo stato termico, mentre la terraferma via via tornerà a riscaldarsi, smaltendo progressivamente il freddo accumulato nei bassi strati. Se poi, la superficie marina si presenta più fredda rispetto alla massa d’aria che la sorvola, la forte umidità fisiologica fornita dal mare stesso, finisce inevitabilmente con il condensare sotto forma di strati bassi, foschia o anche nebbia in prossimità della superficie marina o per qualche centinaio di metri sopra essa.
La copertura a opera di strati nuvolosi bassi può essere più spessa se, ad esasperare ancora più il tasso d’umidità e a renderlo costantemente alto nel tempo, contribuisce una moderata ventilazione che increspa la superficie marina agevolando ancor più la fornitura di umidità. Son tutte queste insieme le ragioni delle nubi basse, delle foschie e anche delle nebbie che, nonostante il regime altopressorio, in questi giorni e soprattutto in queste ore stanno riguardando molte aree tirreniche centro meridionali, specie in mare largo, ma localmente anche le coste, in particolare della Sardegna orientale, come eloquentemente evidenzia una immagine live della Costa Rei, nel Sudest della Sardegna.
E’ proprio questo, infatti, il settore marittimo-costiero italiano che, a parità con altri circa lo stato termico nei bassi strati, è sorvolato in queste ore da aria più umida e calda proveniente dal territorio nordafricano e in risalita lungo l’ascendente anticiclonico situato nel bordo occidentale dell’alta mediterranea. Si tratta del canale barico ai confini con un’area depressionaria sulla Penisola iberica entro cui risale aria calda e umida dal Mar Libico, aria umida che condensa in strati bassi, nebbie o foschie appena in contatto con la superficie marina più fredda offerta dal Tirreno e anche dal Canale di Sicilia.


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