Scienza: nelle coppie con figli impronta di carbonio più elevata

Le famiglie con i bambini presentano un'impronta del carbonio più elevata rispetto alle coppie senza figli, dato che la preoccupazione per l'ambiente scende in secondo piano rispetto a quella per la prole

Le famiglie con i bambini presentano un’impronta del carbonio più elevata rispetto alle coppie senza figli, dato che la preoccupazione per l’ambiente scende in secondo piano rispetto a quella per la prole. Questo è quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Plos One e condotto in Svezia dai ricercatori dell’Università del Wyoming, che hanno studiato le emissioni relative alle famiglie svedesi con e senza figli, rilevando un aumento del 25 per cento nei valori delle prime.

“L’impronta di carbonio, o carbon footprint, è un indicatore ambientale che misura l’impatto delle attivita’ umane sull’ambiente, causato da un prodotto, da un servizio, da un’organizzazione, da un evento, da un individuo, o, in questo caso, dai nuclei familiari”, spiega Jason Shogren dell’Università del Wyoming.

“Le necessità di praticità portano i genitori a preoccuparsi dei propri figli prima di considerare le conseguenze per l’ambiente. La genitorialità non rende le persone più attente all’ecologia, nonostante un figlio faccia riflettere sul futuro”, commenta il ricercatore.

La differenza nelle emissioni di CO2 tra genitori e non in effetti non è sostanziale, riguarda principalmente l’uso dei trasporti e il consumo di cibo. Diventare genitore può trasformare una persona, ci si preoccupa molto di più dei pericoli relativi al bambino che dell’ambiente“, osserva ancora Shogren. Il team ha analizzato le famiglie svedesi nell’ottica delle spese per beni e servizi legati alle emissioni di carbonio, come cibo, viaggi, consumo di elettricità, ecc.

“Secondo i nostri risultati, i nuclei con prole sono meno attenti al consumo di carne e benzina rispetto alle famiglie senza figli”, aggiunge Linda Thunstrom, docente presso l’Università del Wyoming. “La convenienza può diventare una priorità, insieme alla praticità, che porta i genitori a scegliere l’auto piuttosto che mezzi meno inquinanti o pasti precotti che consentono di risparmiare tempo e denaro”, prosegue l’esperta.

Saranno necessari ulteriori ricerche per promuovere soluzioni in grado di ridurre il consumo delle famiglie svedesi. Le preoccupazioni sul clima sono molto più pronunciate in Svezia che nel resto dell’Europa, ma in questo paese si registra anche uno dei più alti tassi di forza lavoro femminile, il che potrebbe influenzare le scelte di praticità nelle famiglie con bambini”, spiegano gli autori. “Riscontrare questi risultati in Svezia, dove l’attenzione all’ambiente e’ tale che i cittadini hanno accettato tasse più elevate per proteggere il clima, e’ altamente probabile che questa disparita’ sia presente in maniera più accentuata in altri paesi occidentali”, conclude Thunstrom.