Giulio Tarro, luminare che non ha bisogno di presentazioni, stronca Burioni su twitter. “Tarro è stato candidato al Nobel quanto io a Miss Italia“, lo aveva attaccato Burioni con un tweet perentorio sotto un messaggio pubblicato ieri da Gianfranco Rotondi. “Il virologo Giulio Tarro, primario emerito del Cotugno (isoló il vibrione del colera), due volte candidato al Nobel, oggi scommette la sua reputazione dicendo che tra un mese il coronavirus ci abbandonerà come tutti i corona influenzali“, ha scritto il deputato. “Io -ha scritto Rotondi– non spalleggio né Tarro né altri. Riporto una tesi che alimenta speranza, punto. Dopodiché ricordo che Tarro da primario del Cotugno piegó il colera del 73, questi fin qui hanno fatto solo interviste“. Tra i follower di Rotondi c’è chi condivide l’ottimismo di Tarro, ma Burioni ha ribadito la propria saccenza con stupida ironia: “Se lei è convinto allora tutto a posto, possiamo chiudere le terapie intensive e smettere di portare le mascherine.
“Il professor Burioni,tra un’intervista e l’altra,trova anche il tempo di polemizzare con me,che ho solo ritwittato una intervista al ‘Mattino’ del professor Giulio Tarro, secondo il quale tra un mese col caldo il Coronavirus ci saluterà per conto suo.Naturalmente non sono in grado di confutare la tesi del professor Tarro, ma spero vivamente che sia confermata dai fatti. Non permetto a Burioni di ironizzare sul prof. Tarro, eroe della lotta al colera nel 1973,primario vincitore di concorso all’ospedale Cotugno di Napoli, tuttora ospedale leader in campo infettivologico. Mi sembra fuori luogo una polemica scientifica,specie su un tema come in Coronavirus, sul quale nessuno ha idee precise” ha detto oggi Rotondi. Ma la risposta di Tarro era già arrivata su twitter:
Tarro stasera in diretta su La7, durante “Non è l’Arena” di Massimo Giletti, ha ribadito: “non polemizzo con cui il 2 febbraio diceva e sottoscriveva che il Coronavirus non sarebbe arrivato in Italia“, e ha poi ribadito la sua opinione ottimistica sul prosieguo della pandemia in vista dell’estate, sottolineando come “possiamo uscire dai domiciliari“.




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