Crollo storico per il future Wti al Nymex. Il contratto con consegna a maggio ha chiuso il suo ultimo giorno di contrattazioni in negativo per la prima volta nella storia. Il barile texano ha ceduto il 305% all’incredibile cifra di -37,63 dollari. A provocare la caduta e’ stato un insieme di motivi macroeconomici ma soprattutto tecnici. Di greggio sul mercato ce n’e’ sicuramente in abbondanza, la recessione provocata dal coronavirus ha ridotto drasticamente la domanda e le riserve strategiche sono vicine alla saturazione, nonostante il taglio alla produzione operato da Opec+ e altri Paesi del G20. Il vero motivo del collasso record odierno risiede pero’ innanzitutto nello ‘swap’ sulle scadenze. Il future di maggio sara’ sostituito domani da quello con scadenza a giugno e tutti gli operatori lo hanno abbandonato a favore del nuovo contratto che ha ‘limitato’ il calo a 16,30% a 20,95 dollari a barile, rendendo meglio l’idea sul ‘reale’ valore attribuito dal mercato all’oro nero. Anche il Brent ha viaggiato piu’ tranquillo, con un ribasso dell’8,55% a 25,68 dollari, con una forchetta rispetto al Wti di giugno in linea con i valori storici.
Attonite di fronte al tracollo, le piazze finanziarie tengono. L’Europa chiude tutta in positivo fatta eccezione per Madrid in calo dello 0,64%. Milano è stabile (+0,05%) al termine della prima seduta di una settimana caratterizzata dal Consiglio Europeo sul Mes e sui coronabond e l’attesa per la decisione sul rating dell’Italia di S&P. Per Piazza Affari si e’ trattato di una seduta nervosa complice lo spread salito fino a 239 punti nonostante gli acquisti della Bce.

Sotto pressione è il contratto per consegna a maggio che scade martedì: oltre alla domanda il problema di fondo è la mancanza di capacità di stoccaggio, soprattutto nell’hub cruciale di Cushing, in Oklahoma. “Le scorte a Cushing continuano ad aumentare a velocità record e ci aspettiamo che venga raggiunto il limite in maggio“, afferma Hillary Stevenson, della società di consulenza Genscape. I contratti per giugno, luglio, agosto e settembre contengono invece le perdite lasciando intravedere l’attesa di una ripresa della domanda con le maggiori economie che si muovono verso la normalità. Il contratto per giugno perde l’11,07% a 22,26 dollari, quello per luglio il 5,71% a 27,74 dollari. Il calo dei prezzi insieme all’attesa di una ripresa dell’attività economica in autunno si è tradotto nel fenomeno di mercato chiamato ‘contango‘, in cui i prezzi delle commodity sono piu’ alti per il futuro di quanto non lo siano per il presente.
