Il Coronavirus “è cambiato”: l’infettivologo Matteo Bassetti spiega perché “il peggio potrebbe essere passato”

L'infettivologo Matteo Bassetti: "Distanziamento fisico e mascherine sono importanti, ma è successo anche qualcos'altro. Il Coronavirus è cambiato"

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Matteo Bassetti, ordinario di infettivologia e direttore della Clinica malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, fa il punto sugli effetti dell’allentamento delle misure: “Il lockdown è finito il 4 maggio, quando abbiamo iniziato a circolare senza i vincoli di prima. Se consideriamo una settimana di incubazione, il peggio potrebbe essere passato,” ha spiegato l’esperto un’intervista ad “Avvenire“. “Da giorni ricoveriamo meno pazienti. Siamo passati da un massimo di 370 ricoverati a 55 e sono casi di bassa e media complessità. I reparti Covid sono come una vasca con il tappo aperto che si sta svuotando perché entra meno acqua. Distanziamento fisico e mascherine sono importanti, ma è successo anche qualcos’altro. Noi medici che abbiamo guardato in faccia il Covid-19, vediamo un virus diverso. Lui è cambiato“.
Se è effettivamente mutato “lasciamolo dire ai colleghi che operano nei laboratori di virologia. Al Pronto soccorso arrivavano pazienti gravi, molto gravi, anche casi da intubare immediatamente e questo ora non succede più: noi medici verifichiamo tutti i giorni, una perdita di forza del coronavirus. Le recenti ricerche sulle mutazioni sono state condotte su campioni di malati di due o tre mesi fa e per determinare se ci sia una mutazione genetica alla base della perdita di virulenza bisogna analizzare il virus dei pazienti più recenti. Lo sapremo tra qualche settimana“.