Coronavirus e fase 2, i cantieri del sisma all’Aquila non riapriranno il 4 maggio: è caos sui tamponi agli operai

Il rinvio è maturato in seguito al caos normativo ed organizzativo, legato all'impossibilità di fare test in così poco tempo ai circa 4.200 addetti ai lavori

MeteoWeb

Lunedì 4 maggio, quando scatterà la fase 2 dell’emergenza coronavirus, i cantieri della ricostruzione all’Aquila e nel cratere del sisma non riapriranno. I motivi si trovano nell’ordinanza del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Bondi, che dispone, oltre alle misure di sicurezza, l‘obbligo di tamponi alle maestranze. Il rinvio e’ maturato in seguito al caos normativo ed organizzativo, legato all‘impossibilita’ di fare test in cosi’ poco tempo, innescato dal provvedimento del sindaco e dalle roventi polemiche politiche contro l’ordinanza divampate in un territorio che, essendo tra i meno colpiti d’Italia e da giorni a contagio zero, ha espresso il timore per il ritorno di migliaia di operai provenienti da fuori citta’ e fuori regione. Addetti non tutti soggetti ai tamponi perche’ operanti anche negli altri comuni del cratere.

Secondo quanto si e’ appreso, a determinare il rinvio è soprattutto una nota ufficiale dell’ordine degli ingegneri della provincia dell’Aquila che ha contestato competenze e responsabilita sulla sicurezza nei cantieri attribuite nella ordinanza, impedendo di fatto alle poche imprese pronte di riprendere i lavori. In quello che viene definito il cantiere piu’ grande d’Europa operano circa 4.200 addetti. “Sara’ una ripartenza molto graduale e contingentata, sara’ effettiva nel giro di un mese – spiega il presidente dell’Ance della provincia dell’Aquila, Adolfo Cicchetti, -. E si ripartira’ prima con le maestranze locali che potranno fare i tamponi all’istituto zooprifilattico sperimentale Abruzzo e Molise con il quale oggi abbiamo firmato un protocollo per i test ad addetti delle nostre imprese che operano al 30 per cento della ricostruzione post terremoto”.