Coronavirus, Conte fa il punto alla vigilia del 4 Maggio: “E’ il momento di ripartire, le soglie-allarme uno strumento fondamentale per la strategia”

Coronavirus, auspici e raccomandazioni di Conte: "Se nei prossimi giorni avremo risultati positivi, potremo anche valutare di anticipare alcune riaperture"

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Entriamo nella “fase due” dell’emergenza. Questo non casualmente, ma grazie al poderoso sforzo collettivo che abbiamo fatto tutti insieme e che ci ha permesso di ricondurre a un livello accettabile la soglia del contagio. Questa nuova fase ci è costata enormi sacrifici ed è per questo che non può essere intesa come un “liberi tutti”“: alla vigilia della ripartenza, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha affidato a una lunga intervista al neodirettore de La Stampa Massimo Giannini, auspici e raccomandazioni in vista della nuova fase di convivenza con il Coronavirus.
Dobbiamo continuare a rispettare le regole sul distanziamento fisico. Evitiamo gesti di disattenzione o, peggio, un’opera di rimozione collettiva. Il virus continua a circolare tra noi, siamo ancora in piena pandemia. Ho anche anticipato un cronoprogramma di massima, per pianificare una ripresa sicura e sostenibile“.
Fino a ora il Governo ha stanziato 36 miliardi di euro per sostenere i lavoratori e 40 per le imprese, a cui si aggiungono le azioni per attivare moratorie su mutui e prestiti e per porre garanzie sulla liquidità a beneficio delle aziende. È vero, ci lasciamo alle spalle un Primo Maggio estremamente triste,ma questo non deve impedirci di ricordare la centralità del lavoro e di ringraziare ancora una volta le tante persone che con i loro sforzi hanno permesso al Paese di resistere e di contrastare l’avanzata del virus. Ora, però, è il momento di ripartire“.
Se “c’è delusione da parte di molti operatori economici e li capisco – prosegue il premier – per riavviare il circuito economico di beni e servizi meno necessari occorre che i clienti si sentano sicuri e protetti“.
Nei giorni scorsi il ministro Speranza ha adottato il provvedimento che definisce le soglieallarme: uno strumento fondamentale della strategia di contenimento del contagio per la fase 2“. Perché “se nei prossimi giorni avremo risultati positivi, potremo anche valutare di anticipare alcune riaperture venendo incontro ad alcune specifiche richieste delle Regioni. Ma una cosa è riaprire sulla base di verifiche agganciate ad accurati parametri che tengano conto dell’andamento epidemiologico, altra cosa è farlo in base a iniziative estemporanee“.

Escludo una patrimoniale. Il nostro debito rimane sostenibile, nel quadro di un risparmio privato molto cospicuo e di una resilienza particolarmente spiccata del nostro intero sistema economico“.
La maggior parte del debito aggiuntivo che dovremo collocare per fronteggiare la crisi sarà coperta dal programma di acquisti della Bce. Ci stiamo adoperando affinché i pagamenti per gli interessi – al netto della quota che ci viene retrocessa dalla Banca d’Italia a seguito dei suoi acquisti – risultino alla fine in linea con quelli attuali“.
In riferimento al downgrade del debito italiano operato da Fitch, Conte afferma: “Il declassamento è ingiustificato ma non mi ha rubato il sonno. Mi preoccupano, invece, le famiglie in difficoltà, i lavoratori che rischiano di perdere il lavoro, gli autonomie le imprese che rischiano di chiudere“.

Le divergenze di vedute sono fisiologiche, ma come ha ripetuto più volte il Presidente Mattarella, in questa fase particolarmente critica, dobbiamo mantenere saldo il principio di coordinamento delle iniziative e lo spirito di leale collaborazione tra le varie istituzioni dello Stato. Con le Regioni e gli enti locali il nostro dialogo è costante e, nel complesso, anche fruttuoso“, afferma Conte nell’intervista a La Stampa. “Stiamo ottenendo questi risultati con lo sforzo di tutti. Il nostro obiettivo è quello di essere tutti al servizio di un piano organizzato su presupposti scientifici, che ci garantisca di attraversare la fase 2 in modo ordinato, limitando quanto più possibile ulteriori danni. Quanto all’impugnazione delle ordinanze territoriali, la riserviamo solo ai casi di estrema necessità“.

Sono fortemente convinto che un sistema come il nostro non abbia affatto bisogno di investiture messianiche, né di uomini investiti di pieni poteri. Più semplicemente ha bisogno di persone che abbiano cultura istituzionale e senso di responsabilità, consapevoli di dover agire per il bene comune, non distratti dal proprio “particulare” o condizionati da gruppi o cordate“.
Dobbiamo essere orgogliosi di avere rispettato l’equilibrio tra poteri costituzionali“, “inserendo i Dpcm – che sono serviti a introdurre, per un periodo limitato, le misure contenitive secondo criteri di adeguatezza proporzionalità e tempestività – nell’ambito di uno stato di emergenza nazionale dichiarato per un periodo di sei mesi e nel rispetto del quadro regolatorio definito dai decreti-legge, che sono atti equiparati alla legge, ma sottoposti al vaglio del Parlamento, secondo le previsioni della Costituzione“.

Ad oggi abbiamo inviato 2, 7 milioni di tamponi alle Regioni. Nei prossimi due mesi le riforniremo con altri 5 milioni. Dalla prossima settimana inizieremo a fare i test sierologici, su un campione di 150mila cittadini selezionati da Istat e Inail. A questi vanno aggiunti quelli che le regioni stanno già facendo“.