Coronavirus: Elon Musk sfida il lockdown, riapre impianto Tesla in California violando le restrizioni

Elon Musk si dice pronto ad essere arrestato pur di far ripartire le attività di Tesla, bloccate dal lockdown per il Coronavirus

Elon Musk sfida il governo della California e si dice pronto ad essere arrestato pur di far ripartire le attività di Tesla, bloccate dal lockdown in vigore per arginare la diffusione del contagio del Coronavirus.
Tesla riprende la sua produzione nello stabilimento di Fremont“, ha twittato il fondatore del gruppo le cui attività sono ferme dal 23 marzo. Musk nel weekend aveva minacciato di spostare la produzione in Texas. “Tesla sta riavviando la produzione nonostante il divieto della Contea di Alameda – si legge in un tweet – Sarò sulla linea di produzione come tutti gli altri. Se qualcuno dovrà essere arrestato chiedo di essere solamente io“. Musk ha aggiunto che “La California ha approvato la riapertura, ma un funzionario non eletto della contea ha illegalmente ignorato la decisione. Inoltre tutte gli altri costruttori di auto negli USA sono stati autorizzati a riaprire. Solo Tesla è stata esclusa. Questo è assurdo!“.

Le misure di contenimento, almeno nelle sei contee della baia di San Francisco, scadranno solo il prossimo 31 maggio.

Le autorità sanitarie della contea hanno reagito alla sfida di Musk diramando nella tarda serata di ieri un comunicato, con cui hanno reso noto di essere venute a conoscenza della riapertura della fabbrica, al di là delle attività di manutenzione minime consentite. Le autorità hanno richiamato Tesla al rispetto delle regole, almeno fino all’approvazione di un nuovo piano su come riaprire la fabbrica. Tesla deve però ancora presentare un piano concordato con le autorità su come riaprire l’impianto in condizioni di sicurezza. Nessun problema per Elon Musk, che ha riaperto la fabbrica anche in assenza di un nuovo accordo con l’Alameda County.