Coronavirus: con la fase 2 torna l’esodo verso Sud, ovvero come il Governo mette in pericolo (di nuovo) le regioni che si stanno salvando dalla pandemia

Tra poche ore treni e stazioni saranno affollati, ma le regioni si difendono dal Coronavirus: in Calabria tamponi a tappeto per tutti

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Il 4 maggio 2020 segna la data di inizio della tanto agognata fase 2 della lotta al Coronavirus. Il problema, però, è che insieme alla libertà gli italiani riguadagnano anche la possibilità di viaggiare anche tra una regione e l’altra. La portata degli spostamenti sarà enorme: i biglietti sulle Frecce di Trenitalia, che viaggiano al 50% dei posti disponibili, sono sold-out. “E’ in ogni caso consentito il rientro, anche se comporta uno spostamento tra regioni diverse“, spiegano da Palazzo Chigi. Dunque, chi è rimasto bloccato dove studia, lavora o si trovava quando l’Italia è diventata zona rossa, ora può tornare indietro. Chi rientra dovrà però avvisare la regione o l’Asl del suo arrivo e a quel punto, quasi ovunque, scatta la quarantena obbligatoria. Come si legge nella circolare inviata dal Viminale ai prefetti, chi torna a casa ci resta. “Non saranno più consentiti spostamenti al di fuori dei confini della regione in cui ci si trova“, eccetto ovviamente per motivi di salute, spesa e lavoro.

Ciò che è certo è che tra poche ore treni e stazioni saranno decisamente affollati. Ci saranno ovviamente presidi di medici o infermieri che misureranno la temperatura con termoscanner. A Termini è previsto anche il triage con medici per chi supera i 37 gradi e mezzo. Alle forze dell’ordine potrebbero aggiungersi volontari della Protezione civile, ipotesi che si sta valutando per dare una mano nei controlli e per regolare gli accessi su treni e autobus. Piu’ numerosi saranno anche i treni. Assenti fino al 17 maggio quelli di Italo (tranne la linea Roma-Venezia), Trenitalia ha potenziato la flotta (ridotta finora al minimo) con 4 Frecce tra Torino, Milano e Napoli. Inoltre da domani raddoppiano quasi i regionali passando da 2000 a 3800, rispetto ai 6500 dell’era pre-coronavirus. Su tutti vale l’obbligo della mascherina, i guanti sono raccomandati e la distanza di sicurezza imposta a monte. I mezzi infatti viaggiano al 50% (massimo 250 persone sulle Frecce), meta’ dei posti restano vuoti e quindi i biglietti spariscono prima. Domani ad esempio da Milano a Napoli c’e’ posto solo su una delle 3 Frecce disponibili, alle 18. Idem da Milano a Roma, sulla linea Torino-Napoli e’ ancora libero un treno sui due della giornata e uno sui 4 che scendono da Bologna a Napoli. Meno ‘piene’ invece le tratte da sud a nord. Pochissimi anche i voli, sia per il taglio delle rotte che della capienza.

Alcune regioni del Sud, intanto, corrono ai ripari: domani almeno 3.117 calabresi fuori sede rientreranno in Calabria registrandosi sul sito della Regione, come previsto dall’ordinanza del governatore Jole Santelli che ha limitato la possibilità del rientro ai soli residenti in Calabria, con obbligo di registrazione sul sito. Per approfondire: Coronavirus, 12 laboratori mobili in autostrada, stazioni e aeroporto: tamponi a tutti i fuori sede che rientreranno in Calabria.

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