Coronavirus, inizia la “Fase Bue”: spopola la poesia in romanesco, “torno a corre con speranza, no il ministro, pe’ la panza!”

Si intitola "La Fase Bue" la poesia che ironizza sulla "Fase 2" dell'emergenza Coronavirus

La prima uscita dopo un lungo periodo in casa, la paura del contagio, la diffidenza, l’ironia sul ritorno all’attività fisica all’aria aperta: si intitola “La Fase Bue” la poesia che ironizza sulla “Fase 2” dell’emergenza Coronavirus e l’ha composta il sommelier e cuoco romano con la passione per la poesia dialettale Riccardo Roselli, che già aveva fatto sorridere il popolo dei social con “Arrosti Domiciliari“, il sonetto sulla Pasqua al tempo del Coronavirus.

Nun ce dormo da tre notti/sì, i permessi so’ ridotti. Oggi torno a uscì da casa…/Sguardi strani, gente evasa/che se sente un po’ fuggita, insicura e arrugginita! Tra divieti e coi congiunti/che sian seri o al più presunti, c’ho un libretto che me guida/in quest’orrida corrida. ‘Lo poi fa, sta un po’ lontano! Sta a un metro da quel cristiano!‘”
Esco e già me sento stanco/No, tranquillo, nun t’affianco. Mo m’appoggio sur muretto/lì de fianco ar giardinetto. Sì, ma reggo molto poco/mica tanto il coprifuoco, ma un po’ è per l’allergia/n’antro pò è demofobia, questa nuova mia paura/nata in me in questa clausura…“.
“Fase 2, e che è cambiato? Non saprei, sto un po’ spaesato. Salgo a casa assai perplesso. Faccio quel che m’è concesso. Torno a corre con speranza, no il ministro, pe’ la panza!