Illustrando gli ultimi dati che confermano la ritirata del Coronavirus in Italia, il virologo Guido Silvestri ha spiegato che “A 26 giorni dal fatidico 4 maggio (e 12 dal 18 maggio) non si vede neanche l’ombra dell’ “inevatibile” (sic) aumento dei contagi. Invece direi che si cominci a intravedere abbastanza bene chi aveva visto giusto e chi dava i numeri del lotto“.
“Mi segnalano in molti – prosegue Silvestri – che i due “bollettini del catastrofismo” un tempo noti come Corriere della Sera e Repubblica sono sempre più in difficoltà nel trovare spunti per darci il nostro “panico quotidiano”. Per esempio cominciano a riporre le loro “speranze di disastro” in un ritorno di SARS-CoV-2 in autunno – cosa che io in effetti temo (verso Dicembre/Gennaio, a dire il vero) visto che questo virus sta dando tutti i segni di una forte stagionalità (e quindi comportandosi come gli altri coronavirus). Ma trovo buffo che i “bollettini del catastrofismo” adesso puntino sul ritorno del virus a fine anno quando per molte settimane negavano – contro ogni evidenza – la stagionalità di COVID-19, sposando invece teorie bizarre come quella dei 150.000 ricoveri in terapia intensiva per l’8 di giugno, che se voleva essere uno scherzo non ha fatto ridere nessuno“.
Sui nuovi casi rilevati quotidianamente in Italia, Silvestri spiega: “Quando i bollettini della Protezione Civile parlano di “nuovi contagi”, in realtà parlano di “nuove diagnosi”, cioè di persone che sono state trovate positive al tampone per COVID-19 per la prima volta. Queste persone, che di questi tempi sono quasi tutte asintomatiche, potrebbero avere contratto il virus anche diverse settimane fa, ed essere positive solo perché hanno frammenti di virus morto (come suggerisce lo studio del CDC coreano su cui presto ritorneremo). Quindi trovare 500 di questi “nuovi contagi” non significa affatto che 500 persone si sono infettate ieri, ma che queste persone sono state diagnosticate ieri. Non sarebbe ora di usare una terminologia che è più corretta e spaventa di meno?”
“Una delle piu’ belle notizie – prosegue Silvestri – di questi ultimi giorni, insieme alla dimostrazione della cross-reattività dell’immunità cellulare tra coronavirus (Grifoni A et al, Cell, May 2020) e di immunità che protegge da re-infezione nelle scimmie infettate con COVID-19 (Chandrashekar et al., Science, May 2020), è quella dello sviluppo pre-clinico di diversi anticorpi monoclonali neutralizzanti ad alta potenza contro COVID-19. Tre di questi sono stati studiati con ottimi risultati nel topo “umanizzato” che esprime il recettore ACE2 umano. Uno si chiama BD-368-2 (Cao Y et al., Cell, May 2020), e gli altri due si chiamano B38 e H4 (Wu J et al., Science, May 2020). Il quarto, che si chiama CB6, ha dato risultati molto promettenti addirittura nel macaco, che è da considerare il gold standard dei modelli animali di COVID-19 (Shi R et al., Nature 2020). Ora, mettendo da parte il fatto che i loro nomi non sono un granché (se si chiamavano Brenno, Paolone, Silvietta e Alba era più facile ricordarseli, ma pazienza), la cosa importante è che questi anticorpi neutralizzano il virus con grande potenza e specificità anche a basse concentrazioni, ed hanno ottime chances di funzionare negli esseri umani esattamente come hanno funzionato nei topi e nelle scimmie. Da queste importanti osservazioni deriva lo scenario che Pier Paolo ed io immaginiamo, con un po’ di sano ottimismo, per la prossima ondata di COVID-19: la persona che sviluppa i sintomi, va al pronto soccorso, si fa una bella flebo di Brenno o della Dodi (pardon, di CB6 o di BD-368-2) e se ne torna a casa abile ed arruolato. Siamo matti? Io dico di no, e voi? [ps: notare che questi cinque articoli con messaggi positivi usciti negli ultimi giorni su Nature, Cell e Science hanno avuto pochissimo spazio nei vari “bollettini del catastrofismo”, troppi impegnati a spargere panico]“.
“Chiudo il bollettino con questa email che ho ricevuto oggi da un nostro tifoso speciale, Don Umberto Ciullo, parroco-dinamite di Roveleto (PC)“:
“Caro Guido,
Oggi a Piacenza ZERO a ZERO. Come una scialba partita di calcio☺️
Ma con una emozione molto più grande…ZERO decessi e ZERO contagi. Dopo tre mesi!
Pessimismo alle corde.
Good morning
Don Umberto“


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