Coronavirus: isolati 17 anticorpi che “neutralizzano il virus vivo”

Coronavirus: 17 anticorpi "sono risultati estremamente promettenti, poiché mostrano effetto neutralizzante sul virus vivo"

A circa due mesi dall’avvio del progetto MAbCo19 arrivano i primi risultati della ricerca di Fondazione Toscana Life Sciences (Tls), in collaborazione con l’Ospedale Inmi Spallanzani di Roma per lo sviluppo di anticorpi monoclonali umani in risposta all’infezione da Coronavirus, da usare a scopo profilattico/terapeutico e come ‘esca molecolare’ per la ricerca di antigeni per lo sviluppo di vaccini.
I dati sono stati pubblicati in uno studio preprint su ‘BioRxiv’. Il lavoro, firmato da oltre venti ricercatori di Spallanzani, Toscana Life Sciences e VisMederi, mostra gli avanzamenti dell’attività di laboratorio che ha selezionato oltre 1.000 cellule B, producendo un numero significativo di anticorpi da testare, tra i quali 17sono risultati estremamente promettenti, poiché mostrano effetto neutralizzante sul virus vivo“. “In questo momento – spiega Claudia Sala, senior scientist del Mad Lab (Monoclonal Antibody Discovery) presso Fondazione Tls – i 17 anticorpi stanno per essere clonati ed espressi in laboratorio in modo da poter disporre di una quantità maggiore per saggi che confermino la loro attività biologica contro Sars-CoV-2. Questa ulteriore fase di controlli e selezione potrebbe durare circa 3 settimane“.
A breve si concluderà la selezione degli anticorpi che permetterà di avere uno o più candidati da proporre per i test clinici sull’uomo in modo da testarne sicurezza ed efficacia. “Prevediamo che questo flusso, antecedente alla fase di testing – precisa Sala – possa durare nella migliore delle ipotesi circa 6 mesi e comporterà la produzione dei monoclonali candidati su larga scala, grazie alla collaborazione con un partner dotato della necessaria expertise“.
I risultati ottenuti in questa prima fase della ricerca “ci pongono in una posizione di primo piano nel panorama internazionale – afferma il direttore scientifico Inmi Spallanzani, Giuseppe Ippolito – e confermano la bontà della nostra scelta di puntare su una tecnologia con ampio potenziale come quella degli anticorpi monoclonali“.