Mario Balzanelli, presidente nazionale della Sis 118, si è imbattuto negli ultimi tempi in “casi misteriosi, segnalatici anche da medici del resto d’Italia“: si tratta di pazienti negativi al tampone e con sintomi sfumati, casi in cui le TAC rivelano polmoniti interstiziali del tutto analoghe a quelle dei pazienti COVID.
“Ecco perché parlo di casi di Covid-like: sono del tutto simili a Covid ma senza che il virus emerga dal tampone, talvolta lo scoviamo solo nel liquido del lavaggio bronco-alveolare“, spiega Balzanelli all’Adnkronos Salute, che definisce il fenomeno “ormai preoccupante anche nei numeri“. “In queste settimane post lockdown a Taranto abbiamo visto sempre meno pazienti positivi, invece questi casi simil–Covid sono aumentati, e sono tutti uguali. Un popolo che sfugge alle classifiche ma che, dal pinto di vista clinico, è identico ai casi Covid. Mi diranno che non tutte le polmoniti interstiziali sono legate al coronavirus, ma in questo periodo fanno scattare un allarme. Allarme che ha portato gli specialisti a cercare il virus più in profondità, trovandolo talvolta nel liquido del lavaggio broncoalveolare“.

E’ risultata buon la saturazione arteriosa di ossigeno (93% in aria ambiente, valori normale ‘minimo’ di 80 mmHg) e il tampone naso-faringeo è risultato negativo. In seguito è stata eseguita l’emogasanalisi (attraverso il prelievo di sangue arterioso dall’arteria radiale consente di valutare l’efficacia della funzioni di ossigenazione e di ventilazione del polmone, le esatte concentrazioni nel sangue di ossigeno e di anidride carbonica) che ha rivelato una condizione di severa insufficienza respiratoria acuta, con pressione parziale di ossigeno di 57 mmHg (valore minimo di 60 mmHg).
Successivamente è stata effettuata la TAC del torace, che ha riscontrato polmonite interstizio-alveolare Covid–like, ossia estremamente suggestiva di Covid-19: “Questo caso è solo uno dei tanti. Nella nostra esperienza, circa il 50% dei pazienti pervenuti alla nostra valutazione con sintomatologia acuta, anche sfumata, di febbricola o di infezione respiratoria (minore o maggiore) presenta quadro combinato di insufficienza respiratoria acuta, negatività all’esame del tampone, riscontro laboratoristico (neutrofilia, linfocitopenia, livelli elevati di interleukina 6, livelli bassissimi, o quasi inesistenti, di vitamina D) e soprattutto radiologico alla Tc del torace (polmonite interstiziale o interstizio-alveolare) altamente suggestivo di Covid-19“, spiega l’esperto.
Tanti dunque gli interrogativi: “Intanto sull’elevata percentuale di possibili falsi negativi in soggetti oligosintomatici o francamente sintomatici (nella nostra esperienza una percentuale del 50%), quesiti che l’esame broncoscopico può, come sottolineato dalle linee guida della Società Italiana di Pneumologia, contribuire in modo determinante a chiarire, anche precocemente“. Inoltre ci si chiede “quale sia la reale espressività clinica dei pazienti affetti da Covid-19, e si impongono contesti di gestione ospedaliera e di accesso alle cure specifiche dedicati in aree protette Covid-19 che, a nostro parere, devono trovare il loro autentico ‘punto di forza’ in una precoce valutazione clinica esperta, effettuata sin dalle fasi più precoci di comparsa della sintomatologia, per via telefonica, dalle Centrali operative 118“, conclude Balzanelli.