Secondo il governo olandese si sono le prove che un essere umano abbia contratto il coronavirus da un visone. In una lettera, il ministro dell’agricoltura olandese Carola Schouten, ha reso noto che un lavoratore di un allevamento di visoni ha contratto un ceppo di Covid-19 simile a quello riscontrato in uno degli animali allevati. A quanto pare è”probabile” che il contagio si sia verificato da visone a uomo.
“Queste nuove scoperte hanno un grande impatto sui proprietari, le famiglie e i dipendenti delle aziende di visoni, così come sulle comunità locali“, si legge nella missiva. “Sono quindi in stretto contatto con tutte queste parti coinvolte”.
Che i visoni possano contrarre il Covid-19 non è una stranezza: sono mammiferi semiacquatici e carnivori allevati per le loro pellicce. Altri casi simili sono stati registrati in due aziende dei Paesi Bassi in aprile: gli allevatori avevano notato che alcuni degli animali avevano difficoltà a respirare e inoltre c’erano stati di contagi all’uomo, e non viceversa come si era supposto inizialmente.
Dichiarazione del presidente dell’Oipa Italia, Massimo Comparotto:
«Secondo il ministro dell’Agricoltura olandese Carola Schouten,vi. Gli allevamenti di animali da pelliccia possono ricordare i cosiddetti ‘mercati umidi’ cinesi, come quello di Whuan, dove si è verificato il primo contagio da animale selvatico a uomo, come attestato dai ricercatori. In questi stabilimenti gli animali vivono spesso in pessime condizioni igieniche e lo stress che subiscono dalla nascita all’uccisione è altissimo, costretti come sono a subire un’angusta cattività in scenari d’inferno. Un motivo di più per riflettere sulla necessità di chiudere gli allevamenti di animali da pelliccia, purtroppo presenti ancora in Italia. Cogliamo l’occasione per ricordare che il Sars-CoV-2 non si trasmette da animale domestico a uomo, come ribadito a più riprese dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità».


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