“Orari scaglionati di ingresso e di uscita, misurazione della temperatura corporea tramite termoscanner, attenzione all’igiene delle mani, no a giochi da casa o scambio di materiali tra alunni, garanzia di una buona aerazione degli ambienti, più attività all’aperto e in piccoli gruppi negli asili-nido e nelle scuole materne, mascherina opportuna per i bambini più grandi e per il personale scolastico solo quando non sia possibile rispettare il distanziamento sociale di almeno un metro”. Queste le otto buone pratiche contenute nel documento presentato stamane da Paolo Biasci, Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, ai Ministri della Salute, Roberto Speranza e dell’Istruzione, Lucia Azzolina.

“Un ruolo centrale – dichiara Biasci – nell’interruzione di una potenziale catena di contagio lo ha, in età pediatrica, l’approccio dei piccoli gruppi. Se infatti i bambini sono assortiti sempre nella stessa composizione e con gli stessi operatori responsabili, la sorveglianza diventa uno strumento immediato per bloccare i contagi all’interno dello stesso istituto. Crediamo pertanto che applicare questo modello ai bambini dell’asilo e della materna ci permetta di isolare tempestivamente il caso Covid-19 positivo, allertando le famiglie e gli operatori che con quella persona sono entrati in contatto ed evitando il coinvolgimento di altri bambini o personale scolastico”.
“È necessario fare assoluta chiarezza – sottolinea Biasci – sulla necessità del certificato per il rientro in ambiente scolastico, dopo un’assenza per malattia, quale essa sia, eliminando le differenze tra le Regioni che lo hanno abolito, perché di fatto inutile a diminuire rischi di contagio, rispetto a quelle che ancora lo prevedono. Qualora fosse richiesta ai Pediatri di Famiglia la certificazione per il rientro a scuola, tenuto conto anche delle implicazioni medico-legali che una dichiarazione di assenza di contagiosità comporta, tale adempimento dovrà essere previsto in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale. Va considerato che, sino al termine dell’emergenza sanitaria Covid-19, ogni bambino che sia stato assente per motivi sanitari con sintomatologia riferibile a caso sospetto di Covid-19 non potrà rientrare nella comunità scolastica senza essere stato sottoposto a un tampone naso-faringeo con esito negativo”.
