“Mentre gli altri fanno polemica, noi continuiamo a lavorare per abbattere l’unico nemico: il Covid-19. Ormai è ufficiale, il 25 marzo abbiamo depositato il nostro trial di ricerca sul siero iperimmune del paziente convalescente. E’ il primo trial del mondo occidentale, è come un brevetto, è marmo scolpito di certezza“: lo scrive, in un post su Facebook, Giuseppe De Donno, primario di Pneumologia all’ospedale Carlo Poma di Mantova, dove si sta sperimentando – insieme al San Matteo di Pavia – la terapia con il plasma iperimmune. “Quando io affermo qualcosa è condito dalla verità e dal supporto di fatti che tutti possono verificare. Qui si va avanti, caro collega Franchini – dice rivolgendosi al primario del centro trasfusioni dell’ospedale di Mantova, l’ematologo Massimo Franchini – qui non arretriamo di un millimetro!“, ribadisce De Donno, postando il link allo studio, che si concluderà il 31 maggio, e alla pubblicazione sulla libreria virtuale federale Usa ‘clinicaltrials.gov’.
All’indomani dell’annuncio che il protocollo sulla plasmaterapia portato avanti dall’Azienda ospedaliero universitaria di Pisa è stato scelto da Aifa e Istituto superiore di sanità come modello per la sperimentazione nazionale, lo pneumologo scrive in un altro post: “Queste sono le cose belle. Istituto superiore di sanità e Aifa ne avranno cose da spiegare. Ma questo è ciò che mi rende felice. Vite salvate. #nonsonounmammalucco cara Aifa, #nonsonounmammalucco Iss. A presto sentirci ministro della Salute! L’Italia, quella vera, quella genuina, si ricorderà di voi. E anche i pazienti salvati“.
