Coronavirus, primato mondiale di casi in USA: per Trump è motivo di orgoglio, “i nostri test sono migliori”

Coronavirus, Trump: "Siamo un Paese molto più grande della maggioranza degli altri, per cui il fatto che abbiamo molti casi non lo vedo come un aspetto negativo"

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Il fatto che gli Stati Uniti registrino il maggior numero di casi di Coronavirus confermati a livello mondiale significa che hanno condotto un lavoro migliore nell’individuazione dei contagiati, ed è un “punto d’onore“: lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in occasione di un incontro con i giornalisti alla Casa Bianca.
Lo vedo come un punto d’onore, veramente. E’ un grande riconoscimento per i test e per tutto il lavoro che molti professionisti hanno realizzato“, ha spiegato Trump. “Siamo un Paese molto più grande della maggioranza degli altri, per cui il fatto che abbiamo molti casi non lo vedo come un aspetto negativo. Lo vedo, in un certo senso, come qualcosa di buono, perché significa che i nostri test sono migliori“.

Il numero di contagi di Coronavirus nel Mondo è salito a 4.897.567, secondo l’ultimo aggiornamento della Johns Hopkins University. Le vittime a livello globale sono 323.286, mentre le guarigioni sono 1.688.630.

Negli Stati Uniti sono stati registrati altre 1.500 decessi collegati al Coronavirus in 24 ore: il totale è salito a 91.872 mentre i contagi sono 1,52 milioni.
I morti per Coronavirus negli USA potrebbero raggiungere quota 113.000 a metà giugno rispetto ai quasi 92.000 attuali: le nuove proiezioni, basate su 9 modelli epidemiologici, sembrano indicare che ci saranno almeno 1.000 morti al giorno negli Stati Uniti nei prossimi 25 giorni.
Il Pentagono si starebbe preparando alla possibilità che l’epidemia possa perdurare fino all’estate del 2021: è quanto emerge da un documento della Difesa visionato da “Task and Purpose” in base al quale un vaccino anti Covid è improbabile fino all’estate del prossimo anno. “Abbiamo una lunga strada davanti a noi – si legge nel documento – con la reale possibilità di una ripresa del Covid-19. Pertanto dobbiamo rifocalizzare la nostra attenzione nel riprendere missioni cruciali, incrementando il livello di attività e lavorando alla necessaria preparazione nel caso dovesse esservi una ripresa importante del Covid-19 nel corso dell’anno“.