Coronavirus, rivalutazione delle scarcerazioni dei boss entro 15 giorni: approvato il Decreto

Approvato il decreto legge con le norme per rivalutare se permangano le ragioni che hanno portato molti boss agli arresti domiciliari per motivi di salute

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Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge, proposto dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, contenente le norme per rivalutare se permangano le ragioni, alla luce delle mutate condizioni dell’emergenza sanitaria, perché i detenuti, condannati in via definitiva o in custodia cautelare per reati gravi di mafia o terrorismo ai quali sono stati concessi gli arresti domiciliari per motivi di salute, possano continuare a beneficiare della misura. In base al decreto, entro 15 giorni saranno rivalutate le scarcerazioni gia’ disposte e legate all’emergenza Coronavirus.

Il magistrato dovra’ prima acquisire il parere del Procuratore distrettuale antimafia del luogo in cui e’ stato commesso il reato e del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo per i condannati ed internati gia’ sottoposti al 41-bis, il cosiddetto carcere duro. E poi valutare se ci sono ancora i presupposti per la detenzione domiciliare, cioe’ se permangono “i motivi legati all’emergenza sanitaria”. La valutazione sara’ fatta “immediatamente”, anche prima dei 15 giorni , nel caso in cui il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria comunichi la disponibilita’ di strutture penitenziarie o di reparti di medicina protetta adeguati alle condizioni di salute del detenuto o dell’internato ammesso alla detenzione domiciliare o ad usufruire del differimento della pena. In ogni caso l’autorita’ giudiziaria, prima di provvedere dovra’ sentire l’autorita’ sanitaria regionale, cioe’ il Presidente della Giunta della Regione, sulla situazione sanitaria locale. E acquisire dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria informazioni sull’eventuale disponibilita’ di strutture penitenziarie o di reparti di medicina protetta in cui il condannato o l’internato ammesso alla detenzione domiciliare o ad usufruire del differimento della pena puo’ riprendere la detenzione o l’internamento senza pregiudizio per le sue condizioni di salute. Solo una volta in possesso di tutti questi elementi potra’ decidere, con una pronuncia che andra’ rivista ogni 30 giorni. Il provvedimento con cui l’autorita’ giudiziaria revoca la detenzione domiciliare o il differimento della pena sara’ immediatamente esecutivo.

Un primo passo in materia di scarcerazioni era gia’ stato compiuto con il decreto approvato il 29 aprile scorso: mai piu’ scarcerazioni disposte dai giudici senza aver acquisito il parere preventivo della procura nazionale antimafia e delle procure distrettuali.

Nel provvedimento dovrebbero essere inserite anche norme per consentire ai detenuti, anche nelle carceri minorili, colloqui ‘in presenza’, e non solo da remoto.