Coronavirus, il virologo Silvestri fa il punto sui fatti chiave: “La stagionalità sembra avere un ruolo molto importante”

Coronavirus: il virologo Guido Silvestri, docente alla Emory University di Atlanta, fa il punto sui fatti chiave delle ultime settimane

MeteoWeb

Siamo ormai al giorno VENTUNO dalla riapertura del 4 maggio, e del tanto temuto ritorno del virus neanche l’ombra“: lo ha affermato il virologo Guido Silvestri, docente alla Emory University di Atlanta, che ha pubblicato oggi un nuovo post su Facebook, in cui spiega la sua posizione sul lockdown e fa il punto sui fatti chiave degli ultimi mesi.
Di seguito il post integrale.

Un paio di amici mi chiedono: “come mai sei passato da pro-chiusura a contro-chiusura nel giro di due mesi?”

Premettendo che di tipi di lockdown ce sono tanti (i.e., a livello geografico o di intensità), e quindi definirsi pro o contro chiusura a priori non ha senso, la prima cosa da capire è che l’evidenza scientifica a nostra disposizione su COVID-19 cambia in modo tumultuoso. Non siamo come nel caso del vaccino per il morbillo, che è sicuro, efficace e non causa l’autismo – lo sappiamo di anni e non c’è nessuna ragione di cambiare opinione. Qui ogni giorno scopriamo cose nuove, e non è saggio rimanere della stessa idea quando cambiano i dati a nostra disposizione.

Ma torniamo alla chiusura. Se il Presidente Conte o chi per lui mi avesse chiesto il 10 marzo 2020 un parere sul lockdown, avrei detto senza esitazione: “Sì, lo dobbiamo fare, qui e subito”. Perché in quel momento non avevamo altra scelta. Ora, due mesi dopo, sappiamo fortunatamente molte più cose sul virus e sulla malattia, ed è normale che, quando cambiano le informazioni a nostra disposizione, cambino anche le nostre opinioni. Senza andare nel dettaglio, alcuni dei fatti chiave che sono emersi in queste ultime settimane sono che:

1. La stagionalità sembra avere un ruolo molto importante nell’andamento della pandemia in specifiche aree geografiche.
2. L’immunità naturale potrebbe essere più facile da raggiungere a causa di cross-reattività dell’immunità cellulare con altri coronavirus.
3. Non sempre le chiusure “totali” hanno dato risultati migliori delle chiusure parziali o limitate (vedi New York vs. Florida).
4. I clusters più grandi di contagi avvengono in ambienti non protetti dalla chiusura (case di riposo, ospedali, famiglie, meet-packing industry, etc), mentre i contagi in altri ambienti sono rari.
5. I danni psicologici della chiusura prolungata sui bambini e adolescenti sono notevoli, ed i danni socio-economici (disoccupazione, caduta PIL) si confermano essere ingenti.
6. Alcuni modelli epidemiologici che hanno previsto grandi benefici dalla chiusura potrebbero essere basati su dati iniziali incompleti e/o contenere errori metodologici.
7. Stanno emergendo terapie in grado di limitare la morbidità e mortalità da COVID-19 (for future reference).

Ognuno di questi punti meriterebbe un saggio di dieci o venti pagine che naturalmente non ho il tempo di scrivere adesso.

Ma il punto è un altro. Il punto è che io non sono né pro-chiusura né contro-chiusura. Io sono solo pro-scienza, pro-evidenza, e pro-dati. Sono uno che si fa un mazzo così per studiare e comprendere la mole enorme di dati che emergono ogni giorno su COVID-19, e questo compito richiede, oltre a tanta competenza (non ce lo scordiamo, signori virologi della domenica!), anche una notevole apertura mentale ed onestà intellettuale.

Soprattutto, cari amici, mettetevi bene in testa che il prof. Silvestri non ha “horses in the race” nel parlare di COVID-19, se non la speranza/desiderio che tutti noi possiamo presto metterci questa brutta parentesi dietro le spalle. Non ho bisogno di fare carriera (ne ho fatta fin troppa, credetemi), di avere visibilità (che detesto), guadagno più di quanto mi sarei mai aspettato ed ho già rinunciato a ruoli politici anche molto importanti proprio per mantenere la mia libertà.

Quello che faccio è combattere per sconfiggere COVID-19, a livello sia di ricerca scientifica che di medicina clinica, perché la ritengo la cosa giusta da fare, e lo faccio con la stessa passione ed intensità con cui da 30 anni combatto HIV e AIDS. Il tutto nello spirito di aumentare la conoscenza e ridurre le sofferenze de nostri simili. Inoltre, cerco di divulgare le conoscenza della scienza a persone non del mestiere che vedo stanche, ansiose ed impaurite.

Faccio tutto questo con grande convinzione, perché credo fermamente nella mia missione, con enorme ottimismo, perché ho una fiducia straordinaria nell’efficacia della scienza, e con l’energia che viene dal credere nella sostanziale positività della stragrande maggioranza delle persone, compresi gli oltre 50.000 che seguono questa pagina.

Questo è quello che avrete da me, e dalla squadra delle PILLOLE DI OTTIMISMO che stiamo preparando. Niente di più e niente di meno. Numeri, risultati, evidenza sperimentale, e ragionamenti seri ed onesti, SEMPRE. Opinioni di comodo e/o col paraocchi, MAI.

Grazie ancora a tutti!

PS: La ritirata continua. Siamo al CINQUANTUNESIMO giorno consecutivo in cui calano i ricoveri in terapia intensiva per COVID-19 in Italia – da 572 a 553, quindi di altre 19 unità, e siamo ormai al 13.6% del picco. Scende anche il numero dei ricoveri ospedalieri (da 8.695 a 8.613) e dei casi attivi (da 57.752 a 56.595, quindi di altre 1.157 unità). Siamo ormai al giorno VENTUNO dalla riapertura del 4 maggio, e del tanto temuto ritorno del virus neanche l’ombra.”