Coronavirus, elogio al Sud Italia nella “pillola di ottimismo” di Silvestri: il virologo spiega perché lo tsunami non è mai arrivato

Coronavirus, il virologo Silvestri elogia il Sud Italia: "Ci sono diverse ipotesi sul perché sia andata così bene"

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Continua la grande ritirata di SARS-CoV-2 dall’Italia“: lo conferma il virologo Guido Silvestri, docente alla Emory University di Atlanta, nella consueta “Pillola di ottimismo” pubblicata sulla sua pagina Facebook. Di seguito il post integrale, in cui dedica anche un paragrafo al Sud Italia.

Abbiamo dati interessantissimi e devo dire che l’excitement di lavorare su una malattia nuova dai tanti aspetti sconosciuti è semplicemente incredibile. Sarebbe ora di andare a letto, ma sparo rapidamente le nostre pillole perché so che in molti le aspettano per iniziare al meglio la giornata

1. LA RITIRATA CONTINUA

ottimismo silvestriContinua la grande ritirata di SARS-CoV-2 dall’Italia. Anche oggi è calato, per il VENTIQUATTRESIMO giorno consecutivo, il numero totale dei ricoveri in terapia intensiva per COVID-19 – da 1427 a 1333, quindi ben 94 unità, ed ora siamo a meno di un terzo del picco registrato a metà marzo con 4.068 ricoveri. Cala di molto anche il numero dei ricoveri ospedalieri totali (da 16.270 a 15.769, quindi di 501 unità). Quindi avanti così, un giorno alla volta, con prudenza, sempre ricordando la similitudine della nave tra i due scogli, ma anche con tanto ottimismo, perché il “mostriciattolo” sembra davvero andare verso l’uscita…

2. ELOGIO AL SUD ITALIA

Oggi ho provato, in una pausa, a calcolare le mortalità da COVID-19 regione per regione (per 100.000 abitanti):

Lombardia 146.1
VdA 111.2
Emilia Romagna 84.9
Liguria 80.2
Piemonte 74.6
TN/BZ 67.6
Marche 62.9
Veneto 32.0
Abruzzi 26.2
FVG 25.5
Toscana 24.3
Puglie 10.9
Lazio 9.1
Umbria 7.9
Molise 7.3
Sardegna 7.2
Campania 6.5
Sicilia 5.0
Calabria 4.6
Basilicata 4.5

Voglio soffermarmi per un momento sui livelli molto bassi di mortalità osservati nelle regioni del Sud, dove il tanto temuto tsunami di COVID-19 non è mai arrivato. Come sapete ci sono diverse ipotesi sul perché l’Italia del Sud sia andata così bene, tra cui quella che sia merito esclusivo del lock-down (in realtà su questo ho i miei dubbi, visto che la gran parte dei decessi, nel Nord Italia, sono comunque avvenuti dopo il 10 marzo) e quella dell’effetto benefico del clima più mite. Qui però vorrei solo fare un elogio, anzi, due elogi. Il primo ai tanti medici ed infermieri che sono stati bravissimi nel fare tesoro delle esperienze dei loro colleghi al Nord – sono in contatto con colleghi di Catanzaro, Napoli, Pescara, Cagliari, Bari, Catania, Lecce, Avellino, Messina etc., e sono rimasto molto colpito dalla loro competenza e professionalità. Il secondo elogio è per tutti gli abitanti del Sud, che in questo difficile frangente si sono comportati con grande disciplina e responsabilità. L’Italia meridionale in tante situazioni ha fatto e continua a fare fatica, ma nel caso di COVID-19 può davvero andare a testa alta.

3. MASSIMO CLEMENTI SUL CORRIERE DELLA SERA

Ieri bellissima, e rarissima, intervista del grande Massimo Clementi, virologo tanto bravo quanto silenzioso (l’altro giorno mi ha scritto: “nella vita mi sono spesso pentito di aver parlato, quasi mai di aver taciuto”), che per una volta ha fatto una eccezione. Ecco due brevi estratti:

SARS-CoV-2 è diventato meno aggressivo?

“L’espressione clinica dell’infezione adesso è più mite. Nella fase drammatica, al San Raffaele arrivavano 80 persone al giorno, la maggior parte necessitava di ricovero in terapia intensiva. Le cose sono nettamente cambiate, le terapie intensive si stanno man mano liberando, l’infezione non sfocia più nella fase gravissima, la cosiddetta “tempesta citochinica”. Per ora è solo un’osservazione empirica, l’epidemia c’è ancora ma dal punto di vista clinico si sta svuotando.”

L’arrivo del caldo può influenzare l’aggressività del virus?

“Per ora è una supposizione, ma è molto probabile che sia così. Nell’uomo circolano quattro coronavirus “ingentiliti”, di cui due molto simili a Sars-CoV-2. Tutti provocano infezioni modeste, tranne nei bambini molto piccoli, da 0 a 2 anni, in cui possono portare allo sviluppo di bronchiolite. E tutti circolano solo in inverno, per sparire invece nei mesi caldi.”

4. DACCI OGGI IL NOSTRO PANICO QUOTIDIANO
(CON RISATA INCORPORATA)

coronavirus 01Da tempo volevo fare un post sulle previsioni a mio avviso un po’ catastrofiche degli epidemiologi dell’Imperial College di Londra (seconde solo a quelle di Mike “menagramo” Osterholm). Premettendo che scrivo in modo volutamente leggero e semi-serio, ma alle volte mi piacerebbe che questi maestri del “worst case scenario” ogni tanto incorporassero, nei loro modelli, la possibilità – peraltro tangibilissima! – che le cose vadano meglio per fattori “benefici” come la scoperta di un nuovo antivirale o vaccino, l’attenuazione spontanea del virus, e così via (come, per esempio, fa sempre Lipsitch).

Detto questo, ieri è uscita su tutti i giornali la notizia che Neil Ferguson, guru epidemiologo dell’Imperial College, consigliere speciale di Boris Johnson, e grandissimo sostenitore dell’importanza del “social distancing”, è stato beccato ad incontrarsi clandestinamente con l’amante (pure sposata, con un altro). Il tutto, si presume, senza guanti e mascherina. Ferguson ha subito dato le dimissioni dal team di esperti della Regina (in Inghilterra usa così) ed io, perdonatemi, non posso fare a meno di pensare al fatto che il famoso “worst-case scenario”, per il buon Neil, stavolta sia stato peggiore della sua più fosca previsione…

5. LA BUONA NOTIZIA DEL GIORNO

Stavolta è sui vaccini, e mi riferisco al paper uscito ieri su Science (Gao Q. et al., Rapid development of an inactivated vaccine candidate for SARS-CoV-2”, Science, May 6th, 2020).

In breve: il vaccino si chiama PICO-VACC (purified inactivated coronavirus vaccine), e non lo ha inventato Pico de Paperis ma il team della Sinovac Biotech di Beijing (China).

I risultati sono davvero promettenti: efficace induzione di anticorpi neutralizzanti nel topo, nel ratto, e nel macaco; nessuna induzione di anticorpi “cattivi” (cioe quelli responsabili del cosidetto ADE, antibody-dependent enhancement), e protezione nei macachi dall’inoculo sperimentale con SARS-CoV-2.

Ora si passa alla fase clinica sulle persone, ma questa è certamente una partenza che fa ben sperare.”