Coronavirus, il virologo Guido Silvestri smonta la teoria del complotto sulla plasmaterapia: “Una bugia ripetuta cento volte non diventa verità”

Iil virologo Guido Silvestri smonta la teoria del complotto montata sui social in riferimento alla terapia con plasma iperimmune per il Coronavirus

La terapia con plasma convalescente, “da noi già effettuata con successo per Ebola nel 2015, è in uso in America da marzo, non appena abbiamo avuto i primi pazienti guariti, coinvolgendo ad oggi la bellezza di 2.119 luoghi di cura, 4.758 medici, 10.793 pazienti e 6.065 infusioni. Onestamente non riesco a capire cosa si pensi di ottenere raccontando queste favole“: il virologo Guido Silvestri, docente alla Emory University di Atlanta, smonta – nella consueta “Pillola di ottimismo” – la teoria del complotto montata sui social in riferimento alla terapia con plasma iperimmune per il Coronavirus.

Di seguito il post integrale.

1. LA RITIRATA CONTINUA

Continua la grande ritirata di SARS-CoV-2 dall’Italia. Anche oggi è calato, per il VENTITREESIMO giorno consecutivo, il numero totale dei ricoveri in terapia intensiva per COVID-19 (da 1479 a 1427 unità), così come il numero dei ricoveri ospedalieri (da 16.823 a 16.270, quindi di ben 553 unità). Quindi avanti così, un giorno alla volta, usando molta prudenza in questa fase della riapertura parziale del paese alle attività produttive, ricordando la similitudine della nave costretta a passare tra due scogli.

2. DACCI OGGI IL NOSTRO PANICO QUOTIDIANO

Ieri, per la prima volta, non sono riuscito a trovare – o, se preferite, non mi è stata segnalata – nessuna “notizia” degna di questa rubrica. Per esempio nessuno ha scritto che la R0 di COVID-19 in Italia era risalita a 2.5 il giorno stesso della riapertura (come invece avevano già detto sulla Germania alcuni illustri epidemiologi de’ noantri). Ed anche la questione dei coreani che si riammalavano sembra essere stata definitivamente chiarita, insieme alla storia del virus inventato in laboratorio, di cui non mi ha chiesto nessuno da ben tre giorni. Magari mi sto solo illudendo, ma comincio a pensare che il trend sia cambiato e stai a vedere che, zitti zitti piano piano, anche noi da questa pagina abbiamo dato il nostro modestissimo contributo a migliorare il modo in cui i media italiani parlano di questa malattia?

3. LEGGENDE METROPOLITANE

Continua a rimbalzare la leggenda metropolitana secondo cui la terapia con plasma convalescente sarebbe partita da alcuni ospedali lombardi che addirittura adesso la starebbero insegnando a noi barbari americani – cioè gli schiavi di Big Pharma che fanno morire i pazienti per strada se non sono assicurati, e figurati se usano una “terapia popolare” come il plasma. Peccato però che le cose non stiano così e che ripetere una bugia cento volte non la rende una verità. E quindi ricordo, citando da uscovidplasma.org, che la terapia con plasma convalescente – da noi già effettuata con successo per Ebola nel 2015 – è in uso in America da marzo, non appena abbiamo avuto i primi pazienti guariti, coinvolgendo ad oggi la bellezza di 2.119 luoghi di cura, 4.758 medici, 10.793 pazienti e 6.065 infusioni. Onestamente non riesco a capire cosa si pensi di ottenere raccontando queste favole.

4. VIROLOGI ED IMMUNOLOGI OPPORTUNISTI?

Niente panico, oggi, ma invece non poteva mancare lo spettacolo della stupidità umana. Oggi mi hanno passato un articolo di un noto giornalista italiano — di quelli con blog su un quotidiano a diffusione nazionale — in cui si tacciava di opportunismo scientifico tutti i “virologi o immunologi improvvisamente ri-orientati sul coronavirus”. Ora io capisco che anche il buon Omero qualche volta si appisolava, e che il cervello umano non è aduso a fare delle sontuose scoregge. Ma, di grazia, secondo questo genio, quali sarebbero gli immunologi e virologi che si occupavano di questo coronavirus PRIMA che lo stesso fosse stato scoperto? Gli stessi che studiavano l’AIDS nell’Ottocento? E poi, se non ci fossero scienziati “improvvisamente ri-orientati”, chi diavolo lo farebbe di studiare questo virus? La contessa Biribobi? Boh.

5. BUONE NOTIZIE DALLA SCIENZA

Mi rende conto che oggi più di pillole di ottimismo vi sto regalando pillole di frustrazione. Il problema è che non sono abituato a questo continua manipolazione dei fatti, che certe volte fa davvero cascare le braccia. Ma voi lo sapere che il mio ottimismo non vacilla, per cui vi lascio con due notizie a mio avviso davvero incoraggianti, relative ad altrettante importanti scoperte scientifiche di questi giorni:

La prima è che il gruppo di Nevan Krogan alla University of California San Francisco ha clonato ed espresso in cellule umane 26 delle 29 proteine di SARS-CoV-2, e poi ha usato spettrometria di massa con purificazione di affinità per identificare 66 proteine umane che sono fisicamente associate con le proteine virali (per un totale di ben 332 interazioni ad alta specificità). Ancora più importante è il fatto che questi bravissimi colleghi hanno identificato 69 potenziali farmaci (di cui 29 già approvati dalla FDA, 12 in corso di studi clinici e 28 in fase di sviluppo pre-clinico) che hanno queste proteine come bersaglio. Di questi, due potrebbero agire come farmaci antivirali in quanto si comportano da inibitori specifici della traduzione del RNA messaggero virale o da regolatori dei recettori Sigma 1 e Sigma 2 (Gordon DG et al, Nature 2020).

La seconda notizia è che il gruppo di Penninger a Vienna ha scoperto che una versione solubile della molecola ACE2 (definita col nome hrsACE2), che come sapete è il recettore cellulare di SARS-CoV-2, riduce la replicazione del virus in cellule Vero ed in organoidi di rene e vasi sanguigni umani. La prossima tappa, ovviamente, saranno gli studi sul modello animale, ma la partenza è quella giusta. In altre parole, la somministrazione di hrsACE2 riduce la replicazione di SARS-CoV-2 e non c’è nulla che a priori impedisca a questo nuovo approccio di funzionare un domani anche sul malato (Monteil et al, Cell 2020).

In entrambi i casi si tratta di due perfetti esempi di cosa vuol dire scatenare contro questa malattia l’inferno “benefico” della scienza, in modo tale da fermarla al più presto possible e poter ritornare tutti ad una vita normale. Vi assicuro che ci riusciremo, forse anche prima di quanto non si pensi!