“Il Covid-19 è come l’Hiv: non ci sarà mai un vaccino, ci salverà solo un farmaco”: lo studio pugliese sul Coronavirus non accettato dal Governo

"Non ci sarà nessun vaccino e quello che produrranno sarà inutile": dalla Puglia arriva lo studio che rivoluziona l'approccio al Coronavirus, ma il Governo lo rifiuta

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E’ l’intervista che non avremmo mai voluto leggere, soprattutto ora che tutto sembra in fase di risoluzione, almeno apparente. Non ci sarà nessun vaccino, è la dichiarazione di Pasquale Mario Bacco, medico legale, che arriva come una doccia fredda. Bacco, con una equipe di tredici colleghi, nel suo laboratorio di Bari, studia il Covid-19 da tempo e a febbraio aveva dimostrato che il nuovo Coronavirus circola in Italia da ottobre 2019. “A noi interessava capire l’incidenza laddove non si fosse manifestata la malattia“, spiega il medico a Emanuela Carucci per ilGiornale.it.

Gli studiosi hanno analizzato un campione di 7038 persone sane e senza sintomi, tutti dipendenti di aziende, effettuando i test sierologici a partire dal 25 febbraio scorso, scoprendo così che oltre il 30 per cento della popolazione italiana era entrata in contatto con il Covid-19 sviluppandone gli anticorpi. “Queste persone erano già venute a contatto con il virus almeno tre mesi e mezzo prima, si sono ammalate e hanno sviluppato gli anticorpi, pur essendo asintomatici“, ha specificato Bacco.

vaccino antinfluenzaleInoltre gli anticorpi non sono a vita, durano pochi mesi, e proprio per questo sarà pressoché impossibile trovare un vaccino.In questo il Covid è come l’Hiv. Sono virus che mutano. Può essere che la popolazione verrà chiamata a sottoporsi al vaccino a giugno, ma quello stesso vaccino ad ottobre non servirà più. Io ho visto in laboratorio come muta questo virus, è quasi come l’Hiv, quindi il vaccino non ci sarà mai. L’unica cosa che ci salverà, se il virus dovesse diventare più aggressivo, è un farmaco specifico. Oggi i soggetti siero-positivi hanno un’aspettativa di vita uguale a un soggetto sano, grazie a un farmaco. Conducono una vita normalissima solo che devono prendere una, o due o tre, ma di solito una pillola al giorno perchè hanno un retrovirale che va nel sangue e questo aiuta. E la stessa cosa sarà per il Covid” precisa il medico.

L’Italia, però, sembra rifiutare lo studio di Bacco e dei suoi colleghi: “Né l’istituto superiore della sanità né il ministero della sanità ci hanno considerati. Poi abbiamo portato i nostri dati al professor Burioni e non li ha neanche visti”, ha precisato. Nella teoria di Bacco c’è un fatto ancora più eclatante: “I morti per Covid che prima erano sani si contano sulle dita di una mano perché questo virus non è capace di uccidere. È un virus banale, semplice. Un soggetto ad esempio siero-positivo non si ammala di Covid, perché ha l’hiv che è un virus molto più grande che utilizza gli stessi recettori del Coronavirus, quindi anche nella competizione il Covid non riesce ad andare sugli stessi recettori. Ovunque ci sia una risposta immunitaria adeguata viene annientato“.

E il caldo? Bacco ne è convinto: la famiglia del Coronavirus soffre il clima, “questo glielo può dire anche uno studente di medicina al secondo anno“. Secondo l’equipe pugliese, dunque, il Covid-19 scomparirà in estate per poi riapparire con lo scendere delle temperature . “Anche ad uguale ‘concentrazione’ – si legge nella relazione del team di studiosi – la patogenicità del virus sarà sempre maggiore al Nord, rispetto al Sud Italia e Sud Europa (dove le temperature, anche d’inverno, sono più alte)”.

La vera domanda che oggi bisognerebbe farsi è: ma questo virus ad ottobre come torna? Perché il virus non è sparito, c’è e sopravvive” si chiede Bacco, che è convinto che ne usciremo “con la scoperta di un farmaco specifico. Abbiamo l’idrossiclorochina che ora è inutile prendere, ma ad ottobre no. Le faccio un esempio, la caratteristica dell’anemia mediterranea è quella delle catene dell’emoglobina. L’emoglobina, detta in maniera semplice, è composta da una parte alfa e una beta (parliamo delle catene polipeptidiche, ndr). I soggetti betatalassemici (quindi quelli affetti da anemia mediterranea) non hanno le catene beta. Il Covid si lega alle catene beta, quindi questi pazienti non avendole sono immuni al covid, il virus può entrare nel loro organismo, ma non si lega. L’hanno capito gli studiosi americani. Detto questo l’idrossiclorochina ha un meccanismo banalissimo (che si avvicina al concetto di anemia mediterranea, ndr), viene utilizzata per la malaria. Prendendo prima questo farmaco, le catene beta vengono tamponate, se il virus entra nell’organismo che ha preso questa medicina, non sa dove legarsi e se non entra nelle cellule, muore. E non è vero che ha mille effetti collaterali come ha detto uno dei professori televisivi”. Un altro farmaco efficace è il Tocilizumab, il farmaco anti-artrite usato all’ospedale “Cotugno” di Napoli, e c’è poi la terapia con il plasma “che è quella che ci salverà se questo virus diventerà più aggressivo”.

“Accettare il nostro studio significa negare tutto quello che è stato detto fino ad ora. – commenta Bacco – Ma noi abbiamo una dignità come medici e possiamo solo dire la verità perché siamo dei medici liberi. Abbiamo lavorato giorno e notte, abbiamo dormito anche per terra per tre ore a notte e siamo stati mortificati e oscurati. Io non sono un uomo-immagine, ma ho solo una cosa che non posso perdere ed è la mia credibilità“, conclude Bacco.