In Francia tornano a scuola 1,5 milioni di bambini: “Non si può aspettare settembre”

Francia, il ministro Blanquer: "Comodo rimandare a settembre" la riapertura delle scuole, "ma se si accumulano difficoltà alle elementari è complicato recuperare"

Comodo rimandare a settembre” la riapertura delle scuole, “ma se si accumulano difficoltà alle elementari è complicato recuperare“: lo ha dichiarato, in un’intervista a La Repubblica, il ministro francese dell’Istruzione Jean-Michel Blanquer, spiegando le ragioni della scelta, molto criticata, di fare rientrare a scuola 1,5 milioni di bambini (materne ed elementari). “Ho paura della paura – afferma Blanquer – ora dobbiamo dobbiamo trovare un modo di far funzionare le nostre società tenendo conto del virus. L’obiettivo immediato è far tornare a scuola quei bambini più  svantaggiati pur sapendo che nel loro caso sarà ancora più difficile. Per questo è importante ricreare un circolo virtuoso di fiducia“.
Le elementari “sono una priorità assoluta. Quando si accumulano difficoltà alle elementari, diventa complicato recuperare. E oggi non riesco a immaginare un bambino di sette anni che non frequenti la scuola per un intero semestre“. “Sarebbe stato più comodo rimandare tutto a settembre, ma mi sono rifiutato. Ne faccio una questione d’onore“.
Il ministro che spiega anche perché non è stato seguito il parere del comitato scientifico che raccomandava una ripresa dopo l’estate: “Il comitato scientifico ha suggerito anche di avere una visione sistemica. Ci sono bambini che hanno carenze alimentari, problemi di maltrattamenti. L’autorità politica ha anche questa responsabilità. E se aspettassimo settembre per scoprire che il virus c’è ancora? Dovremmo rimandare ancora? Impossibile“.

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