No, la NASA non ha scoperto un universo parallelo dove il tempo scorre al contrario

Sui social è la notizia del giorno: "La NASA ha scoperto un universo parallelo dove il tempo scorre al contrario", ma non è quello che è accaduto

La NASA ha scoperto un universo parallelo dove il tempo scorre al contrario“: no, non è quello che è accaduto, non è questo il risultato di un esperimento svolto da un team di scienziati della NASA in Antartide, nonostante sia la “notizia” diventata virale nelle ultime ore sui social.
L’umanità non ha finalmente trovato le prove di un altro universo, come nei racconti di fantascienza: la questione, come spesso accade, è molto più complessa, e sicuramente non può essere ridotta ai minimi termini o semplificata fino all’inverosimile.

Andiamo per ordine.
Tutto nasce da una singola fonte, un articolo (paywallato) sul sito della rivista New Scientist.

antartideUn team di scienziati ha condotto un esperimento in Antartide, focalizzando la propria attenzione sui neutrini, particelle subatomiche quasi prive di massa, che raramente interagiscono con la materia.
I neutrini sono stati studiati impiegando l’Antarctic Impulsive Transient Antenna (ANITA), un’antenna, finanziata dalla NASA, in grado di rilevarli, così come gli impulsi radio emessi dalle loro interazioni con la calotta glaciale antartica.
Il team di esperti ha utilizzato un pallone gigante per trasportare ANITA sopra l’Antartide e captare i segnali provenienti dallo Spazio: dopo una serie di analisi hanno scoperto che l’antenna aveva rilevato una serie di eventi anomali, cioè, questi neutrini, invece di provenire dallo Spazio in direzione della Terra, sembravano fare l’inverso rispetto alla norma, era come se si dirigessero dal nostro pianeta verso l’esterno. Le nostre conoscenze attuali della fisica non sono in grado di spiegare tale fenomeno, ed è su questo che molti media e post sui social hanno giocato.

Tra le tante ipotesi formulate, c’è quella secondo cui tale evento possa spiegarsi con l’esistenza di un altro universo creato insieme al nostro dallo stesso Big Bang, ma dove il tempo scorre all’indietro: è solo una speculazione però, che tenta di spiegare qualcosa che va oltre la nostra attuale comprensione della fisica. Non c’è nulla, nella rilevazione, che in automatico faccia desumere la scoperta di un universo parallelo. Ci sono anche altre spiegazioni concorrenti molto meno spettacolari e avvincenti, compreso l’errore strumentale e fenomeni legati al ghiaccio antartico.

Quando si legge (soprattutto sui social) di teorie e storie come queste, è bene ricordare cosa diceva l’astronomo e divulgatore scientifico Carl Sagan: “Affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie“, che, in questo caso, sono del tutto assenti.