“C’era una volta domani”: da Roma a New York, come sarebbero le grandi città del mondo se la natura si riprendesse i suoi spazi [FOTO]

“All’alba del XXI secolo, dopo un evento sconosciuto, l’uomo ha abbandonato le grandi capitali. La natura si riprende gradualmente i suoi diritti"
Roma. Credit: Chris Morin-Eitner
Venezia. Credit: Chris Morin-Eitner
Venezia. Credit: Chris Morin-Eitner
Colonia. Credit: Chris Morin-Eitner
Disneyland Paris. Credit: Chris Morin-Eitner
Dubai. Credit: Chris Morin-Eitner
Kuala Lumpur. Credit: Chris Morin-Eitner
Londra. Credit: Chris Morin-Eitner
Londra. Credit: Chris Morin-Eitner
Londra. Credit: Chris Morin-Eitner
Los Angeles. Credit: Chris Morin-Eitner
Los Angeles. Credit: Chris Morin-Eitner
Los Angeles. Credit: Chris Morin-Eitner
New York. Credit: Chris Morin-Eitner
New York. Credit: Chris Morin-Eitner
New York. Credit: Chris Morin-Eitner
New York. Credit: Chris Morin-Eitner
New York. Credit: Chris Morin-Eitner
New York. Credit: Chris Morin-Eitner
New York. Credit: Chris Morin-Eitner
New York. Credit: Chris Morin-Eitner
New York. Credit: Chris Morin-Eitner
Parigi. Credit: Chris Morin-Eitner
Parigi. Credit: Chris Morin-Eitner
Parigi. Credit: Chris Morin-Eitner
Parigi. Credit: Chris Morin-Eitner
Parigi. Credit: Chris Morin-Eitner
Parigi. Credit: Chris Morin-Eitner
Parigi. Credit: Chris Morin-Eitner
Parigi. Credit: Chris Morin-Eitner
Parigi. Credit: Chris Morin-Eitner
Parigi. Credit: Chris Morin-Eitner
Shangai. Credit: Chris Morin-Eitner
Shangai. Credit: Chris Morin-Eitner
Singapore. Credit: Chris Morin-Eitner

In questi mesi di lockdown a causa della pandemia di coronavirus, abbiamo visto la natura riprendersi quegli spazi che l’uomo le ha tolto con l’urbanizzazione. Gli animali sono stati liberi di vagare per le città quasi deserte, mentre ad “essere in gabbia” questa volta era l’uomo, confinato in casa per tentare di arginare la diffusione del contagio. E così abbiamo visto squali e balene spingersi nelle acque davanti alle grandi città, abbiamo visto i canali di Venezia limpidi e ripopolati dai pesci, abbiamo visto cervi, cerbiatti, daini, anatre a spasso per le città. Tutto questo perché per pochi mesi l’attività umana si è fermata notevolmente; ma cosa accadrebbe alle nostre città se una simile condizione durasse più a lungo?

All’alba del XXI secolo, dopo un evento sconosciuto, l’uomo ha abbandonato le grandi capitali. La natura si riprende gradualmente i suoi diritti, dando vita ad un nuovo ordine del mondo. Con queste parole, l’artista francese Chris Morin-Eitner presenta la sua idea delle metropoli riconquistate dalla natura nel progetto “Once Upon a Time Tomorrow” (“C’era una volta domani”). Da una sorprendente Torre Eiffel tropicale all’Oriental Pearl Tower di Shangai circondata da una folta vegetazione, le sue immagini sono incredibili sovrapposizioni che ci portano in un mondo futuro in cui l’uomo è scomparso in un lampo, lasciando che la natura si prenda gli enormi grattacieli che ha costruito. Da Parigi, a Roma, Atene, Londra, Singapore, Shangai e New York, le spettacolari foto della gallery scorrevole in alto mostrano le grandi città del mondo verdeggianti, rigogliose ed ecologiche.

La mia visione è l’esatto contrario di un mondo apocalittico. Lo vedo pieno di vita, una specie di Giardino dell’Eden riscoperto, che abbonda di forme e colori. Immagino la logica architettonica rimpiazzata dalla crescita di una natura rigogliosa e imprevedibile”, sostiene Morin-Eitner. E così, nell’immaginario dell’artista, un leone starebbe sdraiato in Piazza San Pietro a Roma, i cerbiatti percorrerebbero il prato di quelli che erano gli Champes- Élysées, i pappagalli si fermerebbero sul tetto del Guggenheim e una giraffa andrebbe in giro per Shangai.