Sesso, dal punto G allo squirting, dalle dimensioni del pene all’età della prima volta: l’esperto smonta bufale e fake news, “fidatevi solo della scienza”

Bufale e fake news sul sesso, il medico e sessuolo Vincenzo Puppo ai microfoni di MeteoWeb

MeteoWeb

Vincenzo Puppo, autorevole medico e sessuologo, illustra ai microfoni di MeteoWeb alcune considerazioni su molti aspetti della sfera sessuale con riferimento a ciò che si trova sul web: “Nei video sessuologici in youtube ci sono molti errori scientifici, per esempio, nel Canale di Venti per adolescenti, con Sofia Viscardi, in quattro video sul desiderio, sulla verginità, sulla penetrazione e sull’orgasmo, è stata intervistata una importante sessuologa Italiana, la psicologa/sessuologa Roberta Rossi, Presidente della Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica (FISS). Alla domanda di Sofia Viscardi “esiste un’età giusta“ per la prima volta, la sessuologa risponde “non esiste un’età giusta… perché osserviamo ragazze/i di 12 anni molto mature, molto consapevoli, molto responsabili”: attenzione, tutti i genitori e i ragazzi (e i sessuologi/psicologi) devono sapere che a 12 anni è sempre violenza sessuale e pedofilia”.

“La sessuologa afferma che il pene in erezione negli adulti è 10-12 cm (cosa non corretta, che aumenterà le ansie nei ragazzi/uomini), ma non esistono misure normali del pene, la lunghezza normale è quella del proprio pene e la “sindrome da spogliatoio” è dovuta all’ignoranza e alla pornografia… ai ragazzi si deve dire di non misurare il pene, così saranno “liberi”, senza più ansie sulle dimensioni. La sessuologa dice che durante la prima volta nei maschi “non c’è nessun filetto che si va a rompere”, non è esatto, se la donna non è eccitata/lubrificata, nei maschi si può, a volte, anche “rompere” il frenulo del prepuzio durante i movimenti/sfregamenti del pene in vagina, e uscire quindi del sangue, i ragazzi devono sapere che la piccola lacerazione guarirà in poco tempo. Non è esatto affermare che nella “stragrande maggioranza delle donne” l’imene è una membrana elastica che si sposta senza problemi per fare entrare il pene: la percentuale di ragazze che al primo rapporto vaginale hanno una piccola perdita di sangue è circa il 50%. Un’imene imperforato deve essere “aperto” prima del menarca (prima mestruazione), una visita fa fatta prima della pubertà, non si deve aspettare la “prima volta”: la sessuologa spiega a Sofia Viscardi che la donna percepisce il dolore alla penetrazione (ma in questi casi il pene non può entrare in vagina!) e per questo poi deve fare una visita ginecologica”.

“La sessuologa dice anche che le ragazze possono fare sesso la prima volta anche se non sono innamorate, casomai poi decideranno se avere una relazione monogamica o poliamorosa: no, a ragazze/i (sono minorenni! Non si può spiegare che possono fare sesso occasionale e poi decidere se avere relazioni poliamorose… pensate alle reazioni dei genitori…) nelle scuole si deve spiegare che alla “prima volta” è importante essere innamorati e non fare sesso occasionale. Non è vero che con il passare degli anni si può cambiare orientamento sessuale, prima omosessuale poi eterosessuale ecc. Non è vero che l’anatomia è diversa, i genitali esterni femminili e maschili hanno la stessa struttura anatomica e le dimensioni non hanno importanza”.

“L’eiaculazione “precoce” non è una malattia (nei maschi non ci sono patologie), l’orgasmo vaginale e il punto G non esistono, per questo la durata del rapporto non è importante per le donne, ai ragazzi si deve insegnare come “controllare” il pene e gli esercizi muscolari perineali (non pelvici) di kegel. Le ragazze non devono più provare dolore alla prima penetrazione, dolore spesso dovuto alla carenza di eccitazione/lubrificazione e all’imene (ma in alcune donne non c’è dalla nascita o ha piccole dimensioni o è molto elastico), la verginità sessuale non deve più identificarsi con l’imene; nelle donne con vaginismo (superiore o inferiore) la penetrazione del pene (anche di un dito) non è possibile (c’è un “muro”), e se c’è dolore, a tutte le età, non si deve provare a inserire il pene in vagina, il vaginismo (fare sempre una visita ginecologica) si supera con una rieducazione a fare l’amore (senza usare dilatatori). Anche il primo rapporto vaginale deve essere sempre con orgasmi, la posizione migliore è con la donna sopra (e si deve “preparare” prima l’imene con le dita), così più facilmente si può toccare il clitoride o smettere se lei prova fastidio/dolore. Anche il sesso anale non deve essere doloroso, e non è vero che l’ano non è fatto per essere recettivo: è circondato da un muscolo (sfintere) che si allarga e restringe, non ha importanza se qualcosa entra o esce. La sessuologa spiega che bisogna “darsi tempo”: perché? Il sesso anale, come quello vaginale, può essere piacevole per tutti/e anche la prima volta, se si sa come fare l’amore, non dipende da coppia a coppia”.

Per la soddisfazione sessuale femminile, come per i maschi (perché la sessuologa non lo dice ai maschi di fare sesso senza orgasmo ed essere soddisfatti lo stesso?), è indispensabile l’orgasmo. L’anorgasmia non è una patologia, perché è riferita all’orgasmo vaginale che non esiste; il termine “preliminari” non si deve più usare: rapporto sessuale completo = orgasmo per entrambi i partner, sempre, con o senza il rapporto vaginale, definizione per tutti gli esseri umani; l’orgasmo femminile non si apprende con il tempo, come afferma la sessuologa, è possibile a tutte le età, anche in adolescenza e alla prima volta (anche multiplo)”.

L’eiaculazione/squirting è una bufala, non provoca orgasmi più intensi, serve solo a creare ansie (è un business), il termine corretto è emissione, presente in tutte le donne; se si prolunga la fase di plateau l’orgasmo maschile può essere più intenso; il periodo refrattario nei maschi si allunga con l’età anche perché non si allenano i muscoli ischioe bulbocavernoso con gli esercizi di kegel. L’orgasmo prostatico non esiste, il piacere è dovuto all’innervazione anale e rettale, il dito che massaggia la prostata non provoca orgasmi; dopo l’orgasmo può esserci una lacrimazione (non “pianto”), perché all’orgasmo si ha la stimolazione anche delle ghiandole lacrimali. La sessuologa, nelle sue interviste per adolescenti (e nel suo libro, dove ci sono molti errori scientifici), non spiega niente dell’amore. Non è vero, come dice la sessuologa, che il tratto iniziale della vagina è più sensibile, perché ha sempre la stessa struttura anatomica”.

In un recente video all’Agenzia DIRE la stessa sessuologa parla del punto G, divulgando evidenti errori scientifici: il punto G non esiste ma non ha il coraggio di ammetterlo (l’hanno divulgato per decenni), dice che invece di un “punto” è una zona (CUV), ma non parla delle sue dimensioni. Poi afferma che “è la convergenza della vagina, uretra e cervice… organi che si uniscono tra loro”: no, nell’inesistente zona CUV, la C sta per clitoride (ma il clitoride interno non esiste), non per cervice, inoltre  l’uretra, lunga solo 3-4 centimetri, non arriva e non si unisce alla cervice e questa “zona” non è sensibile (ma se poi afferma che è sensibile solo il tratto iniziale della vagina?…). Poi dice che l’orgasmo femminile è un arco riflesso che parte dal clitoride e termina nella vagina, cosa errata perché la vagina non ha nessun ruolo nell’orgasmo femminile, non è “questa la fisiologia”.

In tutti i video sessuologici di youtube ci sono molti errori” conclude Puppo “quindi non fidatevi dei video che trovate online: a chi interessa una corretta educazione sessuale, gratuita, spiegata scientificamente con semplicità e per tutte le età segnaliamo l’interessantissimo articolo del dott. Puppo: http://www.vincenzopuppo.altervista.org/