Chi si allena con dedizione lo sa: la cura della propria alimentazione è importante tanto nella preparazione del corpo all’allenamento, quanto per ottenere una buona performance. Tra gli alimenti che non dovrebbero mai mancare nell’alimentazione dello sportivo, rientra anche la frutta secca che favorisce l’intake di quei preziosi nutrienti che altrimenti rischierebbero di disperdersi durante l’attività fisica, riporta un comunicato stampa Nucis. Ma esistono delle raccomandazioni specifiche per l’introduzione di questi alimenti nella dieta dell’atleta?
Una risposta arriva dalla Prof.ssa Alessandra Bordoni, docente di Scienza dell’Alimentazione, Nutrizione Umana e Biochimica presso l’Università Alma Mater di Bologna e Presidente del Comitato scientifico di Nucis Italia che, già l’anno scorso, in occasione della XIII edizione di Nutrimi, l’annuale Forum di Nutrizione Pratica, aveva evidenziato gli effetti positivi della frutta secca sulla salute umana, in particolare di quella oleosa a guscio. Secondo la prof.ssa Bordoni è necessario innanzitutto fare una distinzione tra chi pratica sport a livello agonistico e chi invece lo pratica in maniera amatoriale: “nel primo caso avremo bisogno di modificare la dieta e rimodulare l’introduzione di energia e di alcuni nutrienti perché risultano aumentati alcuni fabbisogni. Nel secondo caso, invece, non importa riformulare la dieta nella sua interezza, ma basterà adottare alcune accortezze”.

Grazie alle sue peculiari componenti nutritive, la frutta secca è uno degli alimenti più indicati da consumare sia prima sia dopo l’allenamento, mantenendo la giusta porzione, e considerando il dispendio energetico legato all’attività fisica. Attenzione, però, che con il termine “frutta secca”, si fa riferimento a due gruppi di alimenti molto diversi tra loro: da un lato la frutta disidratata, ottenuta privando la frutta fresca della sua acqua; dall’altro, la frutta oleosa a guscio, come noci, mandorle e pistacchi. Quale gruppo prediligere, quindi, per integrare la propria dieta?
Inoltre, ogni frutto ha le sue peculiarità e la scelta può dipendere dalle diverse esigenze di ciascuna persona: le albicocche disidratate, per esempio, sono ricche di vitamina A, che è un importante antiossidante e, come già detto, può aiutare a contrastare l’azione dei radicali liberi prodotti da sforzi prolungati e ricorrenti, mentre i fichi sono ricchi di calcio, fondamentale per la contrazione muscolare. La frutta in guscio, infine, nonostante la sua densità calorica può essere inserita in un regime ipocalorico, specialmente se supportato da un’attività fisica aerobica giornaliera, senza dimenticare che, consumata come snack, può favorire il perdurare del senso di sazietà, conclude il comunicato.