Terremoto a Roma, il geologo: “I Colli Albani sono un vulcano ancora in piena attività”, ma il rischio sismico è basso

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MeteoWeb

Il terremoto, come se non bastasse tutto ciò che l’Italia sta vivendo, questa mattina “ha turbato il risveglio dei Romani e mi sembra motivo di interesse più che di preoccupazione“, spiega ai microfoni di MeteoWeb il geologo Antonio Moretti, dell’Università dell’Aquila. Il sisma in questione, infatti, si è verificato in una zona ben lontana “da tutte le maggiori strutture tettoniche dell’Appennino, (per intenderci da tutte quelle sorgenti sismiche che riforniscono di energia le nostre faglie), per cui dal punto di vista del rischio sismico direi che possiamo stare tranquilli. Anche storicamente l’area non è mai stata colpita da forti terremoti, con l’esclusione dei Colli Albani, ma di quelli parleremo dopo”.

“Visti tempi che corrono, tuttavia – prosegue il geologo –, suggerirei di riguardare quelle raccomandazioni “in tempo di coronavirus” che il Laboratorio di Geologia e Sismologia dell’Università dell’Aquila ha pubblicato qualche settimana fa. In tempi di crisi la anche paura, o la semplice preoccupazione, possono fare danni”.

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Tornando al nostro terremoto, i caratteri focali dell’evento (ipocentro piuttosto superficiale e meccanismo di sorgente di tipo trascorrente) poco si accordano con le strutture tettoniche dell’Appennino, ma è più probabile che il rilascio di energia sia legato al raffreddamento ed alla contrazione della “caldera Romana”, cioè quella provincia magmatica, ancora non del tutto sopita, ad ovest dell’arco strutturale Bolsena-Tivoli-Colli Albani (vedi la figura).

Naturalmente è poco probabile che lungo il raccordo anulare stia nascendo un nuovo vulcano – conclude Moretti -, ma voglio comunque ricordare ai Romani che i Colli Albani sono un vulcano ancora in piena attività, e che le ultime manifestazioni magmatiche risalgono all’epoca romana, giusto un breve istante di tempo geologico”.