Dall’attività vulcanica a quella radioattiva: la storia della Luna potrebbe essere molto più dinamica di quanto ritenuto finora

Decenni di studi e osservazioni dimostrano che la storia della Luna "potrebbe essere molto dinamica, con attività vulcanica e magnetica"

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Svelati nuovi indizi sulla formazione e sul dinamismo del satellite naturale della Terra: secondo gli esperti del Tokyo Institute of Technology (e di un team internazionale di ricercatori) la diversa composizione dei due lati della Luna potrebbe trovare origine nell’attività radioattiva di alcuni elementi, che avrebbero agevolato gli effetti dell’attività vulcanica.
I risultati dello studio sono stati pubblicati su Nature Geoscience.
Il nostro satellite ha un lato che è perennemente rivolto verso la Terra e un lato che non vediamo mai dal nostro pianeta per via delle tempistiche del moto di rotazione e rivoluzione della Luna. Stranamente, la composizione delle due parti differisce significativamente. La scienza ritiene che la Luna si sia formata a seguito di una collisione avvenuta tra la proto-Terra e un oggetto di dimensioni simili a Marte, denominato Theia“, ha ricordato Stephen M. Elardo, della University of Florida.
In ogni caso, la storia Terra-Luna è ancora un mistero da svelare: si ipotizza che dopo l’impatto con Theia il nostro pianeta abbia trattenuto abbastanza calore da innescare attività tettonica, mentre la Luna si sarebbe raffreddata più velocemente. “Nuovi dati suggeriscono però che gli elementi radioattivi sono stati distribuiti in modo univoco dopo la catastrofica collisione lunare. Decenni di studi e osservazioni dimostrano che la storia della Luna potrebbe essere molto più dinamica, con attività vulcanica e magnetica avvenuta fino a un miliardo di anni fa, molto più recentemente di quanto si pensasse in precedenza“, ha aggiunto Francis M. McCubbin, del Johnson Space Center NASA.
Il lato della Luna rivolto verso la Terra presenta un numero maggiore di crateri rispetto al lato: oltre che per collisioni con meteoriti, molti studi hanno dimostrato che potrebbero essersi formati a seguito di attività vulcanica.
Grazie alle missioni Apollo e all’esplorazione del nostro satellite, abbiamo potuto analizzare 382 kg di suolo lunare, rilevando la presenza di elementi come potassio (K), torio (Th) e uranio (U), che presentano isotopi radioattivamente instabili. Il calore del decadimento radioattivo di questi elementi può contribuire a sciogliere le rocce in cui sono contenuti, il che può spiegare in parte la loro localizzazione“, ha  affermato Charles K. Shearer, dell’Institute of Meteoritics presso la University of New Mexico.
Speriamo che il nostro lavoro possa fornire qualche indizio in più sulle prime fasi del sistema Terra-Luna,” ha concluso Matthieu Laneuville dell’Earth-Life Science Institute, presso il Tokyo Institute of Technology.