Un macchinario per analizzare la presenza di mutazioni del DNA in campioni diagnostici: il nuovo strumento in dotazione ai laboratori di ricerca del Bambino Gesù è un dono della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Stamane la visita nella sede di S. Paolo dell’ospedale pediatrico del Presidente FIGC, Gabriele Gravina, ha segnato un’altra tappa della collaborazione con il Bambino Gesù avviata lo scorso anno in occasione del 150° dalla fondazione. Ad accogliere gli ospiti FIGC c’erano la presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc e il direttore scientifico, Bruno Dallapiccola.

Durante la visita al laboratorio dove è impiegato il Digital PCR Biorad Laboratories QX 200, Concetta Quintarelli, responsabile dell’Unità di Terapia genica dei tumori, ha spiegato come: «In molti aspetti della ricerca di base, in particolare nei test genetici, l’avvento delle tecnologie analitiche moderne ha fornito la capacità di rilevare e quantificare le mutazioni di DNA nei pazienti, alla base di molte importanti patologie, con una sensibilità e una specificità senza precedenti. La PCR digitale consente di eseguire un test molecolare di ultima generazione in grado di misure precise e accurate per la massima efficienza di quantificazione del DNA mutato, riducendo i tempi e i costi di analisi».
«La FIGC – ha affermato la presidente MariellaEnoc – regala oggi all’ospedale uno strumento di ricerca d’avanguardia che ci consentirà di aiutare in modo più efficace i bambini, anche trovando un nome a malattie che fino a ieri non l’avevano. Siamo davvero molto grati per questo dono e per le tante occasioni di gioia regalate ai nostri piccoli pazienti dai loro beniamini. Sono sicura che dirigenti e calciatori della FIGC troveranno sempre nel ricordo di quei sorrisi il ringraziamento più grande».
«La collaborazione avviata dalla FIGC con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – ha dichiarato il presidente federale Gabriele Gravina – è ispirata al principio della fraternità, che ingloba quello della solidarietà. Al contrario di alcuni luoghi comuni, anche grazie ad iniziative di questo tipo il mondo del calcio mostra tutta la sua sensibilità. Personalmente, custodisco con grande partecipazione le emozioni suscitate dall’incontro dei bambini con gli Azzurri a Coverciano e nei reparti dell’Ospedale».
