Il Sud America è diventato il nuovo epicentro della pandemia di coronavirus, proprio mentre si appresta ad entrare nella stagione invernale. Il Paese più colpito è il Brasile che, con circa 560 mila casi confermati e otre 31.000 vittime, è il secondo Paese più colpito al mondo dopo gli Stati Uniti. Già nel mese di marzo, 6 esperti di malattie infettive del Brasile erano preoccupati per l’arrivo dell’epidemia in concomitanza con la stagione fredda, secondo quanto riporta Reuters. Gli esperti hanno dichiarato che le epidemie passate nel Paese, inclusa l’influenza suina del 2009, indicano che le temperature più fredde aggravano il contagio.

Tra le temperature minime più rilevanti di ieri, martedì 2 giugno, INMET, l’Istituto Nazionale di Meteorologia del Brasile, segnala: +8,1°C a Porto Alegre, +11,9°C a Goiania, +12,3°C a Curitiba, +13,3°C a Brasilia, +13,9°C a Belo Horizonte, +14°C a Rio de Janeiro +15°C a San Paolo.
Proprio lo stato di San Paolo risulta il più colpito del Paese con oltre 118.000 casi confermati e quasi 8.000 vittime. Segue Rio de Janeiro con oltre 56.000 casi e più di 5.600 morti, poi Cearà (oltre 53.000 casi e più di 3.400 morti), Amazonas (oltre 43.000 casi e più di 2.100 morti) e Parà (oltre 41.000 casi e più di 3.000 morti).
Già a marzo, il Presidente Jair Bolsonaro aveva suggerito che probabilmente giugno sarà il mese più critico per l’epidemia nel Paese.