“Torno alla mia vera aula, quella universitaria e starò in silenzio stampa almeno fino all’autunno. Ho detto quello che dovevo. Ora per un po’ non andrò in tv e in radio e non sarò sugli altri media. Piuttosto vorrei scrivere un testo universitario, dedicarmi ai miei studenti: mi sono mancati“: lo ha dichiarato il virologo Roberto Burioni, 57 anni, medico, ordinario di Microbiologia e Virologia all’Università ‘Vita-Salute San Raffaele’ di Milano, al “Corriere della Sera”.
“Il linguaggio e i tempi della tv non sono quelli della scienza“, “si viene travisati. Mi hanno attribuito di tutto. Ora che la situazione epidemiologica italiana sta migliorando, faccio un passo indietro“.
“Ho fatto quello che ritenevo giusto: sin dall’8 gennaio ho cominciato a preoccuparmi per quelle ‘strane polmoniti’ che si vedevano in Cina e ho preso a studiare le carte mediche“.
Eppure in rete gira ancora il meme di lui che dice “In Italia il virus non circola”… “Ecco, questo non me lo spiego: l’ho detto in un momento in cui non c’era alcuna evidenza, come se ora lei mi chiedesse se in Italia circola la malaria. Dovrei rispondere che circola? Però nessuno va a prendere le frasi che ho rilasciato il 22 gennaio, quando ho detto: ‘Le autorità europee hanno affermato che il rischio che il virus arrivi in Europa, e in particolare in Italia, è minimo. Io non sono per niente d’accordo con loro, ma spero vivamente di sbagliarmi’. Che dire? In Italia ti perdonano tutto, ma non la popolarità“.
“Oggi la politica ci chiede certezze ma quando, appena qualche mese fa, dicevamo che i vaccini sono indispensabili, una certa politica ci ha sbeffeggiato e ha strizzato l’occhio ai complottisti“.
Coronavirus, Burioni “in silenzio stampa”: “Basta tv, torno a insegnare all’Università”
Il virologo Burioni: "Ora per un po' non andrò in tv e in radio e non sarò sugli altri media"