Cosa accadrebbe se confrontassimo 200 tamponi raccolti nel pieno dell’epidemia con 200 presi a caso oggi? Alla domanda risponde il biologo Enrico Bucci, ricercatore in Biochimica e Biologia molecolare e professore alla Temple University di Philadelphia, che in un post su Facebook fa luce sulla questione, corredandolo con un grafico “a piramide”.
“Come ho già scritto abbondantemente, e come credo sia sotto gli occhi di tutti – spiega il biologo – oggi negli ospedali abbiamo sempre meno casi gravi in percentuale sul numero complessivo dei casi, che in ogni caso è pure esso calante.
Siamo cioè nella coda dell’ondata epidemica, dove ci si aspetta di vedere gli effetti di harvesting e di protezione dei soggetti più sensibili, e dove quindi la clinica in ospedale appare cambiata (senza necessità che sia cambiato il virus, anche se questa resta una possibilità aggiuntiva).
Cosa ci aspettiamo di trovare nei tamponi? E’ noto da tempo che, per il COVID, la carica virale nei casi severi, quantificata sui tamponi, è mediamente 60 volte superiore a quella dei casi lievi o asintomatici; lo potete trovare scritto bene su Lancet (https://www.thelancet.com/…/PIIS1473-3099(20)30232…/fulltext), ma ha chi fosse interessato potrò fornire ulteriore bibliografia se Lancet non bastasse.”
“Ora, guardate lo schema, che rappresenta una piramide, al cui vertice ci sono i casi più gravi (che sono pochi) e alla cui base ci sono i casi asintomatici o lievemente sintomatici (che sono molti di più).
Quando eravamo nel massimo dell’epidemia, si faceva il tampone solamente ai casi con sintomi respiratori o peggio; chi aveva sintomi lievi, veniva rimandato a casa. Si campionava cioè il vertice della piramide.
Oggi per fortuna i pazienti “rimasti” sono quelli con sintomi meno gravi; si fanno anche più tamponi, permettendosi il lusso di campionare addirittura degli asintomatici.
Se confrontassimo 200 tamponi raccolti nel pieno dell’epidemia con 200 presi a caso oggi, certamente ci aspetteremmo di trovare una carica virale molto più bassa. Questo dato, quando arriverà, sarà un’ulteriore importante conferma della correlazione tra severità dei sintomi e carica virale, al netto di una serie di variabili da controllare, che sono nell’ordine:
1) Data di esecuzione del tampone, rispetto al primo sintomo dichiarato;
2) Data di esecuzione del tampone, rispetto all’eventuale ospedalizzazione;
3) Sesso, età e quadro clinico (gravità dei sintomi e loro tipo) dei soggetti paragonati
Aspettiamo quindi con fiducia di poter aggiungere questo tassello di informazioni alla nostra conoscenza del virus, quando saranno pubblicati i lavori opportuni.”


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?