Coronavirus, il “farmaco antiartrite” tocilizumab efficace nei pazienti gravi: “Non avevamo nulla, oggi abbiamo un’arma in più”

Il tocilizumab è efficace "nel prevenire il ricorso alla ventilazione meccanica e riduce la probabilità di morte se combinato con il trattamento standard"

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Vi ricordate del tocilizumab? Quel farmaco dal nome impronunciabile più spesso riferito come “farmaco antiartrite“. E’ stato per settimane oggetto di dibattito televisivo. Poi, forse perché più facile da pronunciare, il dibattito si è spostato sul plasma iperimmune. Io stesso ho dovuto subire a lungo la domanda: “Che ne pensa del tocilizumab?”
Come rispondere ad una simile domanda? Se non si è pronti ed accorti, l’errore di esprimere un’opinione è dietro l’angolo. Ma nel dibattito scientifico il valore delle opinioni è quello attribuito dal grande Gaber: ognuno ha le sue…
L’effetto positivo del tocilizumab era stato IPOTIZZATO da osservazioni cliniche preliminari in Cina, quindi confermato da OSSERVAZIONI ANEDDOTICHE anche in importanti centri clinici italiani.
Solo ora, dopo tre mesi di osservazioni e studi, viene pubblicato un bello studio su Lancet Reumathology a firma di cari amici e colleghi fra Bologna, Modena e Reggio Emilia“: lo ha affermato su Facebook l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, commentando la ricerca, che promuove il medicinale nei pazienti Covid-19 gravi.
I risultati dello studio sono confortanti e confermano quanto osservato precedentemente: il tocilizumab presenta una certa efficacia nel prevenire il ricorso alla ventilazione meccanica e riduce la probabilità di morte se combinato con il trattamento standard.
Ma quello che è più importante ai fini di questa riflessione sono le conclusioni degli autori che, dopo mesi di lavoro e dopo aver spaccato il capello ai dati raccolti da 1.351 cartelle cliniche, concludono: “Sebbene questi risultati siano incoraggianti, dovranno essere confermati da studi randomizzati come quelli attualmente in corso.”
Incontentabili, questi scienziati!

Lo studio su tocilizumab pubblicato su “The Lancet Rheumatology”

tocilizumabLo studio italiano pubblicato su “The Lancet Rheumatology” ha rilevato che il trattamento con tocilizumab, somministrato per via endovenosa o sottocutanea, può ridurre il rischio di ventilazione meccanica invasiva o morte in pazienti con grave polmonite Covid-19.
Si tratta di uno studio di coorte retrospettivo e osservazionale che ha incluso pazienti adulti con grave polmonite da Covid-19, ricoverati a Bologna e Reggio Emilia tra il 21 febbraio e il 24 marzo 2020, e a Modena tra il 21 febbraio e il 30 aprile 2020. Tutti sono stati trattati con la terapia standard (ovvero ossigeno supplementare, idrossiclorochina, azitromicina, antiretrovirali ed eparina a basso peso molecolare) e un sottogruppo di 316 pazienti selezionato in modo casuale ha ricevuto tocilizumab.

Uno studio retrospettivo tutto italiano, fatto veramente bene dal punto di vista del trattamento dei fattori confondenti e dei controlli, ha trovato che in un gruppo di 541 pazienti con sintomi severi di polmonite COVID, di cui 316 trattati con il farmaco in aggiunta alle cure standard, si osserva quanto segue:
1) I morti si riducono ad un terzo (si passa dal 20% al 7%, p< 0.0001);
2) Il rischio composto di entrare in ventilazione assistita o morire si riduce enormemente.
Questo è il potere degli studi fatti bene, in cui gli effetti confondenti sono trattati ed il potere statistico del campione è sufficiente“: questo il commento su Facebook di Enrico Bucci, ricercatore in Biochimica e Biologia molecolare e professore alla Temple University di Philadelphia
“Allo studio hanno partecipato anche i bravissimi Andrea Cossarizza e Cristina Mussini.
Non avevamo nulla, oggi abbiamo un’arma in più.