Coronavirus: è finita? Ci sarà una seconda ondata di contagi? Secondo Ilaria Capua “non lo sa nessuno, dobbiamo affidarci ancora una volta agli anziani”

Coronavirus, Ilaria Capua: "La nostra speranza per evitare una catastrofica seconda ondata" è che "si possa ancora una volta contare" sugli anziani

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A un mese dalla riapertura, molti mi chiedono se ne siamo fuori, se ci sarà una seconda ondata, come sarà e quando arriverà. La verità e che non lo sa nessuno. Infatti nessuno sa perché ogni Paese subisce in maniera diversa le frustate di questo virus che, come tutti i virus, non è un essere pensante, non mette in atto strategie e non è né furbo né stupido. È semplicemente un virus che fa il suo mestiere: fotocopia se stesso e in questa replicazione continua miete molte vittime” e “si accanisce soprattutto sulle persone dalla salute fragile, in particolare gli anziani“: lo ha affermato la virologa Ilaria Capua, in un intervento sul “Corriere della Sera“.
La nostra speranza per evitare una catastrofica seconda ondata” è che “si possa ancora una volta contare” sugli anziani che si “sono sacrificati più di tutti fino ad oggi“. “La parte più forte del Paese, per la sopravvivenza del suo sistema economico e produttivo, è costretta paradossalmente a doversi appoggiare sulla sua componente più debole. Perché se le persone fragili non continueranno a rispettare le indicazioni di salute pubblica e inizieranno ad ammalarsi, non solo metteranno a repentaglio la loro vita, ma costituiranno un sovraccarico che il Sistema sanitario nazionale non potrebbe essere in grado di gestire. E che deve essere assolutamente evitato, anche perché abbiamo già i nostri conti da pagare. Per non parlare del fatto che episodi significativi di malattia grave o di mortalità potrebbero indurre le autorità ad imporre un altro lockdown, che paralizzerebbe di nuovo il tessuto produttivo. Ed eccoci al punto centrale del ragionamento: ancora una volta bisogna far leva sul patto intergenerazionale, proteggere se stessi per proteggere il Ssn da un potenziale tracollo. Riflettiamo su questo virus che mette tutto sottosopra e ci fa combattere una battaglia in cui i forti sono in realtà deboli, perché è dalla salute dei più fragili che dipenderà la ripresa dei più forti. E ricordiamoci bene che la forza della catena è data dalla resistenza dell’anello più debole, non dalla forza di tutti gli altri“.