Coronavirus, l’infettivologo Bassetti rassicura: “Non ci sarà una seconda ondata, catastrofisti e pessimisti non saranno contenti dei numeri”

Coronavirus, Bassetti: "Non dimentichiamoci che i numeri incoraggianti sono quelli post riaperture. Il temuto ed erroneamente profetizzato rimbalzo non c'è stato"

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Sta continuando la rapida discesa dei casi ospedalizzati di COVID-19 sia in rianimazione che negli altri reparti, con numeri così bassi, che non si vedevano dai primi di marzo. Non dimentichiamoci che ciò che ha fatto giustamente paura al sistema sanitario italiano, in quei giorni di fine inverno, erano i ricoveri ospedalieri, fatti di casi di soggetti altamente sintomatici e gravi, che hanno continuato a crescere fino ai primi di aprile. I nuovi contagi degli ultimi giorni, fatti per lo più da asintomatici, preoccupano meno, molto meno, anche se devono avere ovviamente una giusta attenzione da parte del sistema di prevenzione.
I catastrofisti e i pessimisti, di cui l’Italia è stata ed è ancora piena, non saranno contenti di questi numeri. Io e molti miei colleghi, invece si“: lo scrive su Facebook Matteo Bassetti, ordinario di Malattie Infettive dell’Università di Genova e direttore della Clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova.

matteo bassettiNon dimentichiamoci – prosegue l’infettivologo – che questi numeri così incoraggianti, sia di malati veri che di asintomatici, sono quelli post riaperture (4 maggio-18 maggio- 3 giugno). Il temuto ed erroneamente profetizzato rimbalzo non c’è stato. Anche di questo ci rallegriamo. Per il futuro occorrerà valutare più attentamente e più criticamente la capacità di previsione dei vari modelli matematici e, forse, ascoltare di più i medici sul campo.

Direi buone notizie sul fronte delle cure per il COVID-19.
Il cortisone ha dimostrato di ridurre la mortalità del 30% nei pazienti ospedalizzati. Lo dimostrano i risultati dello studio inglese “Recovery” annunciati ieri alla stampa. Si tratta dello stesso studio che ha bocciato la clorochina, che è stata ritirata dal commercio anche da parte dell’FDA.
Buone notizie ulteriori anche su remdesivir che in un articolo pubblicato su Nature conferma che la sua somministrazione precoce possa ridurre il rischio di sviluppare una grave polmonite.
Noi a Genova li abbiamo iniziati ad utilizzare entrambi dal principio inserendoli nel nostro protocollo di cura. Ci eravamo accorti dell’importanza del cortisone e del remdesevir nelle fasi precoci della malattia. Ci avevamo visto lungo.
Io credo che non ci sarà una seconda ondata simile a quella di marzo, ma che dovremo imparare a convivere con il COVID ed essere pronti ad affrontare nuovi casi nel prossimo autunno.
Sapere di avere farmaci e presidi che funzionano, ci fa essere ancora più ottimisti.”