Coronavirus, infettivologo ottimista sull’estate: “E’ la luce diretta del sole ad aiutarci, inibisce la replicazione virale”

Coronavirus in Italia, l'infettivologo Viale: "Sono convinto che, se rispetteremo le misure di prevenzione, il virus resterà sotto controllo"

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Posto che non abbiamo segnali di indebolimento del virus, certamente il distanziamento sociale sta funzionando: se sono positivo, ma asintomatico, con la mascherina non infetto nessuno. Inoltre la luce diretta del sole, più che il caldo, può aiutarci perché inibisce la replicazione virale. È anche verosimile che ci siano condizioni di predisposizione genetica diversa al rischio di infezione e che la prima ondata della pandemia abbia operato una selezione“: lo ha affermato Pierluigi Viale, direttore del Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche all’ospedale Sant’Orsola Malpighi di Bologna, in un’intervista al Corriere della Sera. “Sono convinto che, se rispetteremo le misure di prevenzione, il virus resterà sotto controllo. Non dobbiamo però dimenticare che sono morte oltre 34 mila persone e che abbiamo subito un durissimo lockdown. Essere prudenti è un dovere civico. Nel reparto Covid del Sant’Orsola abbiamo oggi 15 pazienti, per lo più in condizioni discrete, ma i casi gravi ci sono ancora e dicono che il virus continua a essere tra noi“. “Abbiamo capito quanto è preziosa la normalità: non un diritto, ma un privilegio che va conquistato giorno per giorno. Distanziamento, mascherina (soprattutto nei luoghi chiusi) e lavaggio frequente delle mani sono tre regole che possono davvero fare la differenza“.

coronavirus 01Dobbiamo aspettarci molti altri focolai di Coronavirus e “dovremo essere bravi a individuarli e spegnere subito gli incendi. Gli strumenti ci sono: oggi siamo armati fino ai denti contro Sars-CoV-2“, ha precisato Viale, sottolineando che il focolaio di Bologna “non ci ha sorpreso, chi conosce l’epidemiologia si chiedeva quando sarebbero comparsi i primi cluster, non ‘se’ sarebbero comparsi. Per quanto riguarda Bologna, parliamo di un paio di soggetti malati e decine di positivi asintomatici“.
Il portatore asintomaticoè un trasmettitore poco efficiente, però non si può escludere la possibilità che diffonda ad altri il virus. L’infezione è entrata in Italia due mesi prima rispetto al primo caso di malattia ed è circolata tramite gli asintomatici. Ci sono voluti quindi 60 giorni per arrivare a un caso clinico. I malati invece sono forti trasmettitori, in grado di contagiare anche 20-30 persone“. Oggi il virus è passato dallo stato epidemico a quello endemico: si muove lentamente tra soggetti che non hanno sintomi ma, come stiamo vedendo, in contesti sociali o lavorativi particolari si possono accumulare numerosi casi, finché qualcuno sviluppa Covid. Se il malato non viene individuato può infettare tante persone e generare un cluster, ovvero un’epidemia circoscritta. Se viene invece intercettato rapidamente e si attivano gli screening, i positivi vengono isolati e talvolta anche trattati e inclusi in sperimentazioni per conoscere la loro carica virale“.
Così si tiene sotto controllo il focolaio: è quello che è successo a Bologna ed è un segnale positivo, di una sanità che funziona. Il servizio di Igiene pubblica ha testato i colleghi dei malati sul luogo di lavoro e ora continuerà a testare altri conoscenti e parenti, secondo il principio dei cerchi concentrici. Questo permetterà di definire i reali contorni del cluster“. “I soggetti più contagiosi sono i malati nella fase prodromica, ma anche un asintomatico potrebbe sviluppare sintomi domani o dopo domani ed essere quindi altamente infettivo. Per questo, a Bologna, i positivi sono stati isolati e vengono contattati due volte al giorno per il controllo delle condizioni di Salute. Il concetto è: chi cerca trova. Bisogna andare a stanare i casi e mantenere un livello altissimo di attenzione e prudenza“.