Negli ultimi giorni, da Nord a Sud sono comparsi nuovi focolai di coronavirus, in 9 regioni, per un totale di oltre 200 infetti. Non si può di certo sperare che l’epidemia finisca con un colpo di bacchetta magica e per questo, in questa fase, è fondamentale individuare e circoscrivere subito i nuovi focolai per spegnerli sul nascere con tracciamento dei contatti, tamponi e isolamento.
“Ancora troppi focolai, l’epidemia non è finita“, sottolinea Giuseppe Ippolito, il direttore scientifico dell’Inmi Lazzaro Spallanzani di Roma. “Chi dice che l’epidemia è finita sbaglia. Si parla troppo, e la gente non sta più attenta. Così scoppiano i focolai. E questi scoppiati in questi giorni confermano che l’epidemia non è finita. Si parla troppo, e in questo momento, con troppe dichiarazioni, che vengono poi interpretate, c’è il rischio di aumentare la disaffezione della gente dalla scrupolosa applicazione delle misure”, ovvero distanziamento, mascherine, igiene delle mani.

I nuovi focolai in Italia sono: Bologna (64 positivi), Mondragone (49), Roma (4 in un istituto religioso), Fiumicino (8 e due locali chiusi) Palmi (8), in provincia di Reggio Emilia (7 in due famiglie), Bolzano (11, un focolaio familiare), Como (7 in una casa famiglia), tra Prato e Pistoia 19 positivi, 28 migranti a Porto Empedocle, 13 ad Alessandria in una casa di riposo.
Focolaio Bartolini verso il contenimento
In Emilia-Romagna, rivendica quindi Donini, “abbiamo la capacita’ di individuare e circoscrivere eventuali focolai” e il caso della Bartolini”dimostra che il nostro sistema sanitario regionale sa come combattere il virus quando si manifesta. Ma ci dice anche che nessuno deve pensare che il covid-19 sia un fenomeno che e’ ormai alle nostre spalle. Se da un lato abbiamo piu’ strumenti per combattere il virus, non possiamo certo permetterci adesso comportamenti individuali che non siano in linea con le regole che tutti dobbiamo rispettare. Non rendiamo vani i sacrifici che tanto stanno costando al nostro Paese”. Fino all’arrivo del vaccino, insiste Donini, non si “deve lasciare spazio ne’ ad atteggiamenti di sottovalutazione, anche per piccoli focolai, ne’ di atteggiamenti di panico. Anche quando il numero di casi era davvero alto, non e’ mai stata messa in discussione la tenuta del servizio sanitario regionale”. La Regione in sostanza mette in guardia dal fatto che nuovi focolai potrebbero nascere in futuro. Ma “non dobbiamo rinunciare alla nostra attivita’ professionale, ne’ alle nostre relazioni- afferma Donini- dobbiamo solo raccomandare la massima prudenza nell’osservanza delle disposizioni di sicurezza nel mondo produttivo e nella vita sociale e quotidiana delle persone, raccomandare ai cittadini di comunicare immediatamente l’insorgenza di sintomi compatibili con quelli da covid-19 e attivarci in modo repentino, efficace e ampio, come abbiamo fatto, per circoscrivere e spegnere i focolai”, conclude l’assessore.
