Coronavirus, il direttore di “Lancet”: la seconda ondata non è inevitabile, ma “non torneremo alla normalità fino a quando non ci sarà un vaccino”

"In assenza di un vaccino e se non si rispettano le misure di sicurezza anti-COVID-19 è inevitabile che avremo nuovi e continui focolai"

Secondo il direttore della prestigiosa rivista scientifica “The Lancet“, se l’Italia avesse chiuso prima, avrebbe evitato “diverse migliaia” di morti, o anche più morti, per la pandemia di Coronavirus: intervistato da Repubblica, rispondendo a una domanda su quante vite in più si sarebbero potute salvare se l’Italia non avesse esitato a imporre il lockdown, Richard Horton ha risposto: “Diverse migliaia e anche di più. Questo è un virus con contagi esponenziali. Un ‘lockdown’ anticipato di una o due settimane può significare fino al 50% di vittime in meno“.

Horton cita il caso della Nuova Zelanda, la cui premier Jacinda Ardern è stata “incredibilmente coraggiosa a ordinare il lockdown quando c’erano pochissimi casi“.

Horton è convinto che la seconda ondata non è inevitabile, ma ha precisato anche che “dobbiamo capire che questo virus non andrà via e che non torneremo alla normalità fino a quando non ci sarà un vaccino, per cui ci vorrà come minimo un anno“. I politici, questo, non lo dicono e “così si creano le condizioni per una seconda ondata, perché le persone conseguentemente si comportano in maniera scellerata“.

Per quanto riguarda i focolai in Cina, Horton ritiene che “in assenza di un vaccino e se non si rispettano le misure di sicurezza anti-COVID-19 è inevitabile che avremo nuovi e continui focolai. Il virus è ancora tra noi, anche se facciamo finta di ignorarlo, perché i governi e le persone si sentono più rilassati. E’ un errore madornale“.