Il Coronavirus “non esiste più”, il virologo Silvestri commenta la “bomba” di Zangrillo: “Ci sono dati di laboratorio molto solidi”

Secondo il primario Zangrillo, il Coronavirus "dal punto di vista clinico non esiste più. I tamponi eseguiti negli ultimi 10 giorni hanno una carica virale infinitesimale"

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“In realtà il virus dal punto di vista clinico non esiste più. Questo lo dice l’università Vita e Salute San Raffaele, lo dice uno studio fatto dal virologo direttore dell’Istituto di virologia, il professore Clementi, lo dice il professor Silvestri della Emory University di Atlanta“: lo ha affermato ieri Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano.

Le dichiarazioni del primario hanno scatenato una bufera di critiche e sconcerto sui social, ed in merito, per fare chiarezza, è intervenuto anche il virologo Guido Silvestri, docente alla Emory University di Atlanta, citato dallo stesso Zangrillo: “Grande fermento sui media – tradizionali e social – per una serie di dichiarazioni del Prof. Zangrillo (Primario della Terapia Intensiva al San Raffaele di Milano) nelle quali io ed altri siamo citati. Visto che in tanti mi scrivono per chiedere chiarimenti, faccio alcune semplici precisazioni,” scrive in un post su Facebook il virologo, in riferimento a quella che lui stesso definisce una “bomba“.
Guido Silvestri1. Sulla modalità di espressione di Zangrillo si può discutere, e così sulla parte “editoriale” (i.e., le sue opinioni). Anche in questo caso mi attengo al principio di cercare di commentare il meno possibile sulle dichiarazioni pubbliche dei colleghi.
2. Sull’aspetto specifico per cui Zangrillo mi chiama in causa, cioè l’osservazione che la carica virale nei tamponi naso-faringei positivi per SARS-CoV-2 è più bassa adesso che a inizio epidemia, si tratta di dati di laboratorio molto solidi ed in corso di pubblicazione.
3. Sulla famosa previsione dei 150.000 ricoveri in terapia intensiva entro l’8 giugno, penso che sarebbe utile usare questa vicenda come una opportunità per spiegare al pubblico – con onestà ed umiltà – i limiti concettuali dei modelli epidemiologici, ed i problemi che nascono nel caso ci siano punti deboli nei presupposti “biologici” di tali modelli.
4. Sulle beghe “politiche” tipicamente ITALIANE che influenzano le valutazioni degli aspetti medico-scientifici di SARS-CoV-2 e COVID-19 ripeto una volta per tutte che mi interessano poco. In questa pagina si cerca solo di capire come stanno le cose usando il metodo e i dati della scienza.

Coronavirus, le dichiarazioni del Prof. Zangrillo: “Il virus clinicamente non esiste più”

Alberto Zangrillo“Oggi è il 31 maggio e circa un mese fa sentivamo epidemiologi temere per la fine del mese e inizio giugno una nuova ondata e chissà quanti posti di terapia intensiva da occupare. In realtà il virus dal punto di vista clinico non esiste più. Questo lo dice l’università Vita e Salute San Raffaele, lo dice uno studio fatto dal virologo direttore dell’Istituto di virologia, il professore Clementi, lo dice il professor Silvestri della Emory University di Atlanta“, ha affermato ieri Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano, a ‘Mezz’ora in più’ su Rai 3. “Lo dico consapevole del dramma che hanno vissuto i pazienti che non ce l’hanno fatta – ha aggiunto Zangrillo – non si può continuare a portare l’attenzione in modo ridicolo come sta facendo la Grecia sulla base di un terreno di ridicolaggine, che è quello che abbiamo impostato a livello di comitato scientifico nazionale e non solo, dando la parola non ai clinici e non ai virologi veri. Il virus dal punto di vista clinico non esiste più. Ci metto la firma. I tamponi eseguiti attualmente negli ultimi 10 giorni hanno una carica virale, dal punto di vista quantitativo, assolutamente infinitesimale rispetto a quelli eseguiti uno o due mesi fa”.

Sono tre mesi che tutti ci sciorinano una serie di numeri che hanno evidenza zero. Siamo passati da Borrelli a Brusaferro e tutti questi cos’è che hanno portato? A bloccare l’Italia, mentre noi lavoravamo. Adesso noi che abbiamo visto il dramma chiediamo di poter ripartire velocemente, perché vogliamo curare le persone che altrimenti non riusciamo a curare. Non ce ne frega del campionato o delle vacanze ma dobbiamo tornare a un Paese normale. Ci sono tutte le evidenze affinché, da oggi, questo Paese possa tornare ad avere una vita normale. C’è un solo numero che vale ed è l’evidenza – ha rimarcato Zangrillo -. Noi, in questo Paese, in queste tv, abbiamo sentito un mese fa un professore di Boston, Vespignani, condizionare le scelte del governo dicendo che andavano costruiti 151mila posti di terapia intensiva. Domani uscirà un editoriale a firma mia e del professor Gattinoni, in cui diciamo perché questo non va bene ed è una frenesia”. “Terrorizzare il Paese – ha concluso Zangrillo – è qualcosa di cui qualcuno si deve assumere le responsabilità. I nostri pronto soccorsi e reparti di terapia intensiva sono vuoti. La Mers e la Sars, le due precedenti epidemie condizionate dal coronavirus, sono scomparse per sempre, praticamente. Quindi è auspicabile che capiti anche ora. Non vedo perché, avendo due scelte, dobbiamo utilizzare quella che ci fa più male”.